Il successo dell’inceneritore

Per chiudere un inceneritore, evento poco frequente, occorre un ampio e variegato consenso, vista l’eterogeneità dei soggetti interessati. L’obiettivo è creare un sistema di smaltimento e riciclo dei rifiuti circolare, cui è legato un notevole giro d’affari. Bisogna però che partecipino al dibattito anche medici e autorità sanitaria – dato che si parla di effetti negativi sulla salute- enti locali, Regione, imprese attive nel riciclo, cittadini, associazioni… Occorrono analisi e dati accettati da tutti. Si può sostenere che ormai le analisi e i dati noti sono sufficienti a preferire l’economia circolare e che manca solo la decisione politica: che però non è così facile e rapida. La società proprietaria dell’impianto ha bisogno di un piano industriale per cambiare in modo così impegnativo la gestione dei rifiuti. Non stiamo però assistendo a un dibattito ampio e coinvolgente, bensì soprattutto a uno scontro tra partiti e a severi interventi di associazioni ambientaliste: non sembra però che si arrivi al risultato positivo e possibile, anche se difficile, di chiudere l’inceneritore di Cremona producendo nello stesso tempo l’effetto di una comunità che riesce a confrontarsi e decidere. Un dibattito in cui ciascuno comprende e fa proprie le ragioni altrui può diventare una buona abitudine anche in circostanze diverse. Non sta tuttavia vincendo la partecipazione, ma una forza che non illumina nessuno. Prevale ancora l’inceneritore, la forza degli interessi economici, la conservazione dell’esistente, un tipo di economia che non sta diffondendo opportunità e che anzi si alimenta di una crisi continua. Lo scontro non si ferma più e l’inceneritore – uno dei simboli di un tipo di economia non sostenibile – è l’emblema di un fallimento. 

Sabato alle 10 in sala Zanoni a Cremona il M5S torna sull’argomento con gli interventi di Paolo Ricci, l’epidemiologo incaricato dall’Ats di svolgere uno studio sull’area di Cremona, il deputato Massimo De Rosa, il consigliere regionale Andrea Fiasconaro e Federico Balestreri (Medici per l’ambiente).

Per l’occasione la consigliera comunale del M5s Lucia Lanfredi ha diramato il comunicato che segue.

 

M5S vuole aria pulita a Cremona

Cremona è una delle città più inquinate d’Italia ed i giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili sono talmente tanti che ormai non fanno più notizia, tanto da indurre al fatalismo molti cittadini, che finiscono per accettare passivamente lo “status quo”. Il M5S Cremona ha posto nel suo programma elettorale la difesa dell’ambiente come punto prioritario e ha dato seguito coerente ai suoi propositi con le tante battaglie in Consiglio comunale, al contrario dell’attuale maggioranza al governo della città, che si è via via rimangiata tutte le promesse elettorali.

Spegnimento dell’inceneritore in tre anni? Con la svendita di Lgh ad A2a, fortemente voluta da Galimberti & C., lo spegnimento è stato rimandato a data da destinarsi, passando da tre anni ad almeno tre generazioni, con la dote aggiuntiva del loro leader Renzi, che ha imposto di bruciare i rifiuti provenienti da altre parti d’Italia. A questo punto, a cosa serve la raccolta differenziata? Solo per imbellettarsi davanti all’opinione pubblica, con la raccolta puntuale anche in questo caso posticipata “sine die”. I cittadini sono rimasti cornuti e mazziati, perché devono lavorare di più, pagare di più per la raccolta e respirare aria peggiore grazie ai rifiuti provenienti da ogni dove.

Ci sarebbe stata la possibilità di un gesto di giustizia per Gino Ruggeri, il cittadino che da solo ha sfidato in giudizio il colosso multinazionale Tamoil per il grave danno ambientale arrecato alla comunità cremonese, prendendo il posto di due sindaci pusillanimi, il secondo dei quali è entrato in gioco solo dopo che l’azione coraggiosa e disinteressata di Gino aveva garantito la vittoria ed un rimborso milionario entrato direttamente nelle casse comunali. Il M5S Cremona ha proposto per lui l’onorificenza della medaglia d’oro, ma il Pd e dintorni l’ha negata con motivazioni che sono un modello del teatrino della peggiore politica.

Per non parlare della mozione del M5S Cremona per attuare un’indagine epidemiologica che verifichi i pericoli per la salute dei cittadini, in particolare per le fasce di popolazione più giovane. Presentata nel dicembre del 2015, giace ancora senza riposta nei meandri burocratici del Comune, mentre nel frattempo il vicino Comune di Bonemerse, prendendo spunto dalla nostra mozione, ha trovato l’intesa compatta di maggioranza ed opposizione per portare avanti l’iniziativa. Complimenti agli amministratori della città del Torrazzo, davvero sensibili alla salute pubblica!

Per tenere alta la guardia sulla difesa dell’ambiente, il M5S Cremona organizza per sabato 27 maggio, alle ore 10, nella sala Zanoni di via del Vecchio Passeggio, un incontro pubblico sul tema “Inquinamento dell’aria a Cremona: noi vogliamo aria pulita!”. Interverranno il dottor Paolo Ricci, epidemiologo; il dottor Federico Balestreri, presidente dei Medici per l’Ambiente di Cremona; Massimo De Rosa, portavoce del M5S in Parlamento, e Andrea Fiasconaro, portavoce del M5S in Regione Lombardia. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

M5S Cremona

2 risposte a "Il successo dell’inceneritore"

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