Trivelle all’assalto di Vescovato: Padana Energia pronta alla prova di produzione

Padana Energia ci ha riprovato l’altro ieri, chiedendo al Comune di Vescovato la deroga al piano acustico per poter emettere più decibel del consentito, allo scopo di estrarre il gas dal sottosuolo. Rumore in vista per le orecchie dei residenti, se il sindaco Maria Grazia Bonfante acconsentirà, per quel che riguarda l’ente locale, all’istanza già presentata al ministero. Occorre dunque una scelta: sacrificare il silenzio e la quiete vescovatine oppure partecipare alla strategia energetica nazionale, che incoraggia le estrazioni di gas – e petrolio – quando possibile. La risposta del sindaco è stata ancora una volta no, anche se da Padana Energia è giunto un chiarimento: non ci sono stoccaggi in vista. Non è ben chiaro quanti milioni di metri cubi di metano si rintanino nel sottosuolo fuori Cremona, tuttavia fanno gola.

Più precisamente, Padana Energia ha chiesto il permesso di compiere una nuova prova di produzione, che se autorizzata inizierebbe il 12 giugno per una durata di circa dieci giorni all’insegna delle trivellazioni, con emissioni inquinanti nella norma. La prova di produzione è indispensabile, per constatare se è possibile, durante l’opportunità estrattiva, evitare che l’acquifero danneggi la qualità del gas. Già le falde acquifere hanno contribuito a salvare il paese che sorge sulla via Mantova dal raddoppio della discarica di Malagnino, come stabilito da una sentenza del Consiglio di Stato. Padana Energia intende giocarsi l’approvvigionamento di gas sul fronte delle energie rinnovabili, da quel che se ne sa.

Dunque l’amministrazione comunale si oppone: in questa prova, rimasta per ora sulla carta dopo anni di tentativi, non saranno usati comunque esplosivi, dato che è già stato stato aperto il passaggio che serviva.

Resta ancora una bonifica da compiere a Vescovato: ci penserà Padana Energia, sempre che ne sia dimostrata la necessità e in ogni caso al termine della concessione.

Padana Energia è titolare di una concessione, da parte dell’Unmig, struttura del ministero dello Sviluppo economico, scaduta il primo gennaio di quest’anno, con istanza di rinnovo. Si tratterebbe della quarta proroga per un’attività oggi non produttiva, su un terreno di 14,56 chilometri quadrati.  L’ultimo anno di produzione è stato il 2009. Su territorio di Vescovato è stato attivo un pozzo dell’Eni, ormai chiuso.

 

 

 

Padana

 

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