A Cavatigozzi più industrie che abitanti

CREMONA Ancora nuovi capannoni in via Riglio, imprese edili, impianti industriali, attività produttive e posti di lavoro: l’area industriale di Cavatigozzi si espande continuamente, aumentando l’impatto ambientale ad ogni autorizzazione, con il beneplacito del Comune, mentre l’ex paese agricolo si restringe. Difficilmente le case in vendita trovano compratori e ogni anno qualche abitante si trasferisce altrove vedendosi accerchiato dalle industrie, mentre il Comune offre nuovi servizi, come la ciclabile Cremona Cavatigozzi, il cui piano economico è stato cambiato proprio in questi giorni. Il comitato di quartiere, che chiede meno inquinamento e più sicurezza, ha lamentato anche ultimamente di non essere stato ascoltato dalle istituzioni. Intanto in via Riglio la Midac, che si amplia ora, è approdata dal 2001 trasferendosi da via Castelleone, dove si era insediata nel 1985. La sede centrale è a Soave vicino a Verona. La ditta produce batterie cariche per automobili, realizzate in piombo attraverso la fusione di metalli. La capacità di progetto è di un milione e mezzo di batterie all’anno. Il consumo d’acqua è di 22mila 400 metri cubi annui per il processo e 4.700 per il raffreddamento. Il consumo di energia, nel 2013, ha superato i 13 milioni di kilowattora. Le analisi di laboratorio effettuate dall’azienda “accertano che le emissioni di polveri totali e di piombo sono poco significative”, come afferma l’allegato tecnico dell’autorizzazione ambientale rilasciata dall’amministrazione provinciale. Il settore Ambiente della Provincia ha assegnato nel dicembre scorso o una serie di prescrizioni per assicurare che l’impatto ambientale sia contenuto.

Accanto al cantiere della Midac sorge la nuova attività bresciana e cremonese di Ecoplant, espressione del gruppo Gabeca, impegnata nella gestione completa del ciclo dei rifiuti, con l’obiettivo di un impatto zero. La quantità di rifiuti, di 300 tipi diversi, può arrivare a un massimo di 140mila tonnellate. Il progetto di Ecoplant, dapprima bocciato dall’amministrazione provinciale e dal Comune di Cremona, è stato modificato e autorizzato.

 

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