Crisi aziendali in serie, allerta in Comune

Un tempo era l’ente Provincia a occuparsi di economia e territorio, patti per lo sviluppo e situazioni di crisi. Mandato in crisi il prezioso ente territoriale, lo stesso ruolo viene ora svolto dal Comune di Cremona, l’anno scorso proiettato verso l’area vasta ormai affondata. Alcune aree industriali stanno crescendo ed espandendosi sino a creare problemi a chi abita nei dintorni, altre attività invece soffrono. Non sono tutti problemi originati sul territorio: inevitabilmente però si ripropongono le gravi domande sul futuro del territorio e la politica per le imprese.

 

CREMONA Allarme in Comune per la serie di crisi aziendali che aumentano e si aggravano, con il rischio che alcune attività si ridimensionino o lascino definitivamente Cremona nei prossimi mesi, oppure cambino ancora proprietà, con un rischio sia per i posti di lavoro che per la città di Cremona, che proprio mentre inaugura il polo tecnologico vede alcune industrie tradizionali pronte ad andarsene, minacciata dalla marginalizzazione e dall’isolamento. E nemmeno i dati positivi sul turismo hanno liberato dalla crisi l’Hotel Ibis di via Mantova. Come se non bastasse, a Gadesco, a quattro chilometri da Cremona la H&M sta per chiudere e 13 persone rischiano di perdere il lavoro.

Così ieri pomeriggio in sala giunta sono entrati i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, assieme al sindaco Gianluca Galimberti e agli assessori Maura Ruggeri e Andrea Virgilio, oltre a tecnici e funzionari.

E’ di gennaio l’annuncio di Cloetta Italia, gruppo svedese unitosi a Leaf nel 2013, che intende uscire dal comparto dolciario italiano, mettendo così in vendita la Sperlari di Cremona: 425 i posti di lavoro in bilico, fra Cremona, Gordona, San Pietro in Casale e Silvi Marina. I lavoratori cremonesi della Sperlari sono 240, di cui 140 impiegati, poiché gli uffici amministrativi si trovano proprio in via Milano. La decisione del gruppo, che ha perso quote di mercato negli ultimi anno, è attesa entro l’autunno. Le vendite di mostarda, torrone e caramelle, malgrado alcuni dati positivi nel 2016, non soddisfano la proprietà che medita il da farsi.

Il gruppo Maschio, invece, che produce attrezzature agricole, ha sinora razionalizzato in altre sedi ma non a Cremona: potrebbe trasferirsi però a Orzinuovi in provincia di Brescia. Al posto di Maschio potrebbe insediarsi Ikea, proprio accanto al centro commerciale CremonaPo, segnando l’ulteriore espansione della grande distribuzione, mentre la crisi dei negozi al dettaglio non ha ancora fine. Dalla giunta Galimberti provengono parole d’impegno per valorizzare le eccellenze e tutelare i livelli occupazionali attuali, non solo per favorire i nuovi insediamenti. In luglio si terrà un nuovo incontro con i sindacati a palazzo comunale.

 

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