Il Comune scova più di 600 evasori totali

Il dibattito sulla tassazione non si sta concentrando sulla proporzionalità del prelievo (atto doloroso ma necessario in uno Stato sociale), bensì su triti slogan tardo-berlusconiani, come “meno tasse per tutti”, che eccitano una sorta di liberazione generale da un peso incomprensibile e ingiustificato, oscurando così il fine dell’imposizione fiscale: la ridistribuzione del reddito in una società caratterizzata dalle opportunità. Il Comune non può essere ridotto al ruolo di gabelliere investito da un potere malefico di cui l’ha investito lo Stato: anche la lotta all’evasione fiscale dei tributi locali merita la dignità che si è conquistata sul campo, malgrado le querimonie populiste.

 

 

CREMONA Sono stati emessi dall’amministrazione comunale più di mille avvisi di pagamento per recuperare i 719mila euro evasi dai contribuenti cremonesi quest’anno, come risulta dall’ultimo aggiornamento compiuto dall’ufficio entrate diretto da Mario Vescovi. Sinora il Comune aveva soltanto scoperto l’ammanco, senza sapere però chi fossero gli evasori. Ora, dopo l’ultimo accertamento riferito alla data del 23 maggio, quegli evasori totali, veri e propri fantasmi fiscali, hanno nomi e cognomi, proprietari o titolari di abitazioni in affitto o di attività produttive dapprima del tutto sconosciuti all’amministrazione. Nel bilancio previsionale 2017 sono stati inseriti ben 2 milioni e 800mila euro da recuperare: l’attività di recupero è partita da questo prima quota di 719mila euro, che ora dovranno essere incassati. Si tratta di importi simili agli anni precedenti, ancora elevati e con una tendenza all’aumento: in novembre infatti erano stati emessi 3.200 avvisi di pagamento per un importo inferiore, due milioni e 100mila euro.

Gli ultimi accertamenti riguardano le tasse non pagate negli anni precedenti: mancano nelle casse municipali 257mila euro di Imu arretrata e ben 460mila euro attesi da chi doveva versare la quota della Tarsu, che nel frattempo è diventata Tari. Debole invece l’evasione della Tasi, di appena 2.400 euro. E’ sempre la tassa sui rifiuti la meno rispettata, spesso al centro di proteste e polemiche sulla gestione della differenziata. L’unità di staff Provveditorato Economato ha emesso 611 avvisi di pagamento della Tari, che comporterebbero un incasso totale di 351mila euro e altri 224 avvisi della vecchia Tarsu, per un valore totale di 108mila euro. Sono 25 invece gli avvisi che riguardano la Tasi, tassa sui servizi indivisibili. Incombono inoltre sanzioni e interessi per i contribuenti meno disciplinati. Problema serio per l’amministrazione, poiché riscuotere è diventato ancora complicato, da quando crisi economica e disoccupazione colpiscono i ceti più deboli, e l’evasione è aumentata. La rottamazione delle cartelle esattoriali segue invece un percorso distinto: ci sono state almeno alcune decine di richieste di adesione, meno numerose delle oltre 3mila registrate da Equitalia in aprile, dato che il Comune da alcuni anni si avvale di un’altra agenzia di riscossione.

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...