Crema, Prc in ordine sparso alle urne: scheda bianca di Lottaroli

Rifondazione comunista a Crema mantiene aperto il dibattito interno anche in vista del ballottaggio di domenica prossima. Piergiuseppe Bettenzoli si è schierato per Stefania Bonaldi (Pd), considerandola un argine al centrodestra, in ascesa in Italia e a due punti percentuali dalla sindaca uscente. Il Prc ha ottenuto, sostenendo la candidata civica Mimma Aiello, più del 4%: è quindi decisivo, come altre forze di sinistra e ai cittadini esterni ai partiti, per l’eventuale conferma di Stefania Bonaldi. Con Enrico Zucchi, candidato del centrodestra, tornerebbe in auge il mondo che si riconosceva nella scuola di Cielle, già definita “ecomostro” dall’ex consigliere provinciale Bettenzoli, il quale conferma la lontananza dal Pd su molti punti, senza allinearsi né rimanere indifferente. Bettenzoli si sente chiamato in causa come elettore e sceglie. Mario Lottaroli, anch’egli ex consigliere comunale a Crema, invece non vede apprezzabili differenze tra i due candidati. La segreteria di Rifondazione invece non ha dato indicazioni di voto. Di seguito, la lettera aperta di Mario Lottaroli.

 

 

Quando diventa d’obbligo la scheda bianca

Sono un semplice iscritto a Rifondazione Comunista della Federazione di Crema e sono in totale disaccordo con la posizione assunta dal Segretario della Federazione Beppe Bettenzoli, in appoggio a Stefania Bonaldi al ballottaggio del 25 giugno.

La considero una scelta culturalmente subalterna al centro-sinistra e politicamente sbagliata, oltre ad essere profondamente incoerente con quanto scritto e dichiarato dallo stesso Bettenzoli nel corso della campagna elettorale.

È una presa di posizione in sintonia con la cultura del voto (in)utile, mentre penso che il voto davvero utile sia quello che risponde agli interessi e agli ideali di persone e classi sociali che il nostro partito ha l’ambizione di rappresentare.

Le differenze tra gli schieramenti esistono e sarebbe stupido o miope non riconoscerle, ad esempio, sui diritti civili e religiosi, ma vi è una piena sintonia sulle privatizzazioni, nel boicottaggio del bilancio partecipato e sulla norma “togli la panchina all’emarginato”.

Del centro-destra non mi curo perché è evidente che siamo antropologicamente agli opposti. Ma le differenze con centro-sinistra ci sono e sono consistenti, lo testimoniano i sofferti cinque anni trascorsi in coalizione nella maggioranza guidata da Stefania Bonaldi.

Se poi dovessi inoltrarmi nell’analisi delle differenze politiche a livello nazionale ed internazionale si aprirebbe una voragine incolmabile.

Per rimanere, come si dice, sul pezzo, per quanto mi riguarda, al ballottaggio voterò scheda bianca, senza patemi o sensi di colpa, per la semplice ragione che non mi sento politicamente rappresentato dalla candidatura di Stefania Bonaldi.

È una scelta che compirò con convinzione, in maniera ponderata e cosciente.

Mario Lottaroli

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