Inquinati e appiedati

CREMONA Aria inquinata in modo insolito ed elevato a Cremona. Le polveri sottili pm10, solitamente alte d’inverno, sono arrivate a 47 microgrammi per metro cubo nella centralina Arpa di via Fatebenefratelli e a 40 in piazza Cadorna, poco sotto la soglia d’allerta che è invece stata superata dalla concentrazione d’ozono: 212 il dato massimo e 197 la media mobile allo Zaist, quando la soglia è 180. Le peggiori caratteristiche dell’inverno e dell’estate si sono congiunte a Cremona nell’infausta giornata di ieri, peggiorando le previsioni dell’Arpa per tutta la Lombardia, eccettuata la zona alpina.

ozono e pm10 23 giugno 2017
Centralina Arpa di via Fatebenefratelli

Chi ha viaggiato in treno, poi, deve sopportare disagi ulteriori. Quattro treni soppressi sulla Cremona Brescia ieri, e oggi si sono presentati i treni diesel a peggiorare la situazione. Un vero “supplizio” per i viaggiatori, considerate le temperature elevate oggi a 35,7: Cremona è la città più calda della Lombardia dopo Brescia, a 36,9 gradi. E non si parla di pioggia per il fine settimana. Ieri sulla linea Milano-Cremona-Mantova il convoglio delle 18.20 da Milano Centrale è stato soppresso per guasto all’impianto di condizionamento: i passeggeri sono dovuti scendere per il caldo insopportabile, oltre i 40 gradi, e aspettare la prossima corsa, perché il capotreno non ha voluto esporli al pericolo di malori, come già avvenuto in passato. Era un treno Vivalto di 15 anni, senza finestrini. Ritardi anche stamattina sulla tratta Codogno-Cremona, e anche soppressioni e bus sostitutivi. L’associazione Utp – Utenti del trasporto pubblico – ha informato Trenord, Prefetture e Questure dello stato di esasperazione dei pendolari. Si annunciano azioni mirate e non violente di protesta, cui aderisce anche l’associazione cremonese InOrario con Matteo Casoni. Per chi non viaggia, il clima in questi giorni crea altri problemi. Per l’alta concentrazione di ozono, alle persone fragili viene sconsigliato dall’Arpa e dall’Ats di uscire nelle ore più calde. Le richieste di assistenza domiciliare continuano a crescere. Il servizio Sad del Comune raggiunge 250 anziani, ma i numeri stanno aumentando e i servizi sociali constatano che la copertura è parziale. Il telesoccorso serve 150 anziani, in aumento ma pochi rispetto alle domande. Non resta che l’aiuto dei volontari dell’Auser su accordo con l’Ats e i Comuni, sempre che il volontariato possa bastare.

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