Malore sulla Cremona Brescia, ritardi in serie sui treni bollenti

CREMONA Stamattina il treno Cremona Brescia delle 7.24 era un monocarrozza diesel, stipato sino a togliere il respiro ai viaggiatori, a causa del grande caldo estivo, che il motore a gasolio peggiora ulteriormente. Da Olmeneta in poi i passeggeri sono dovuti restare in piedi. Giunti a Verolanuova, i pendolari hanno visto due bus sostitutivi di Trenord parcheggiati in attesa: non c’erano però autisti a bordo e molti quindi hanno preferito continuare in treno. I bus erano in attesa preventiva, come se Trenord sapesse del grave rischio di ritardi pesanti. A San Zeno il treno arriva alle 8.19 e riparte alle 8.48, per arrivare a Brescia alle 8.52. Una ragazza è scesa a San Zeno per un malore: ha raggiunto l’ospedale in ambulanza. Disagi e lamentele popolano i social network anche nel pomeriggio: il treno delle 13.24, a Brescia, è privo di aria condizionata, mentre a Treviglio chi è partito da Cremona deve pazientare venti minuti in più sull’orario d’arrivo. Stamattina il Cremona Treviglio delle 6.30 è stato soppresso, venerdì sono stati cancellati il 16.41 e il 18.36.I ritardi sono tanti anche sulla Milano-Cremona-Mantova: sono soprattutto i guasti agli impianti di condizionamento a rendere difficile la vita ai passeggeri. Dopo la lettera-denuncia di giovedì 22, Trenord ha convocato per un incontro Andrea Bertolini dell’associazione lombarda Utp, Utenti del trasporto pubblico, e Matteo Casoni dell’associazione InOrario di Cremona per un incontro la settimana prossima. Sulla Brescia-Parma, che attraversa il Casalasco, dalle 13.53 alle 18.54 non sono circolati treni: gli stessi i macchinisti hanno chiesto di sostituire il materiale rotabile, alla fine hanno preferito non partire nemmeno. 

Dario Balotta di Legambiente Lombardia fa notare che ogni anno Trenord si fa trovare impreparata ai primi caldi estivi. I convogli sono dimezzati anche nelle località turistiche: Trenord annuncia un gruppo di lavoro per le manutenzioni delle apparecchiature ma le proteste sono diffuse in tutta la Lombardia. Il costo per ogni chilometro percorso dai treni è il più caro d’Italia, 23 euro al KM, mentre nelle regioni vicine è quasi la metà. Ma per Trenord tutto va bene, anche se spende circa un miliardo l’anno, tra finanziamenti pubblici e incasso dei biglietti: infatti solo la settimana scorsa aveva reso noto il suo bilancio annunciando un Margine operativo lordo di 65,5 milioni di euro. Un dato che però non tiene conto degli interessi, delle imposte e del costo del patrimonio e dei mutui. 

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