Ricorso amaro contro l’Inail, l’odissea di un operaio

 

CREMONA Tempi lunghi all’Inail, e dopo tre anni la malattia professionale viene risarcita con meno soldi. E’ solo una delle critiche di un operaio cremonese, che nel 2012 si è visto riconoscere il danno biologico dalla ditta ma non dall’Inail, che invece si è opposto. All’ex lavoratore, ormai cinquantenne, non è restato altro che fare ricorso in tribunale, per trovare un’altra amara sorpresa: il risarcimento danni, per un’invalidità del 9% al ginocchio e in vari punti del corpo, che consente solo la liquidazione non una pensione, è sceso di oltre 3mila euro proprio per l’aumento dell’età. La sentenza del tribunale di Cremona risale al 16 giugno, la liquidazione degli attesi 7.500 euro invece si fa ancora attendere: altro disagio per una persona in stato di disoccupazione da più di sette anni, anche a causa della crisi economica e occupazionale. Il consulente tecnico d’ufficio (Ctu) del tribunale ha dato ragione all’ex lavoratore e torto all’Inail, mentre la richiesta d’invalidità al 13% è stata ridotta al 9%. E’ stata necessaria anche un’operazione chirurgica, nel 2010 alla casa di cura San Camillo. I tempi lunghi hanno fatto sì che, secondo le tabelle dell’Inail, l’età più elevata facesse diminuire il risarcimento da 11mila a 7.500 euro. Una delle malattie professionali, tra l’altro, la discopatia, nemmeno figura nelle tabelle dell’istituto nazionale d’assicurazione sul lavoro. Una complicazione in più per chi cerca lavoro senza poter far sapere al futuro datore di lavoro, ancora non trovato, la percentuale d’invalidità e le condizioni ufficiali di efficienza fisica. E dire che la ditta privata aveva versato subito il dovuto, a condizione di non rivelare l’evento negativo, dopo un rapporto di lavoro durato dieci anni: per questo proteggiamo l’anonimato dell’ex dipendente. Non è l’unico caso: un altro operaio, ferito dalla caduta di un attrezzo da diversi metri, dopo una serie di operazioni chirurgiche e una lunga riabilitazione, si è ritrovato senza posto di lavoro, a causa delle assenze, e senza nemmeno pensione d’invalidità. Pur avendo perso l’uso di una gamba deve tornare a cercare lavoro.

 

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