Aem, il sindaco strapazza il centrodestra

 

CREMONA Sfuriata del sindaco Gianluca Galimberti contro Maria Vittoria Ceraso e il centrodestra, ieri nell’ufficio presidenza, per contestare la gestione dell’Aem da parte dell’amministrazione Perri. La discussione riguardava il piano di razionalizzazione delle partecipate: dal primo gennaio infatti le società Servizi per Cremona e Cremona parcheggi saranno fuse in Aem spa, che gestirà quindi servizi pubblici locali e attività strumentali, come la manutenzione delle strade e lo spazzamento neve, oltre alla sosta e alla mobilità, che riceveranno nuovi indirizzi dal Comune. In più, Aem avrà i servizi cimiteriali e il polo della cremazione. In particolare, Servizi per Cremona acquista i rami d’azienda della sosta e della mobilità da Linea Reti e impianti e li porta in Aem.

Di tre società ne resterà una: questa la proposta che la giunta porterà in consiglio comunale lunedì. Cambia però soprattutto il metodo di gestione della principale partecipata, che ha una nuova sede in via Persico. Durante l’amministrazione Perri, come ricostruire Galimberti, Aem è stata fatta lavorare a debito e non aveva flussi di cassa positivi in modo da pagare i mutui, col risultato di aumentare l’indebitamento in modo enorme. Ad esempio il Comune dava ad Aem solo un milione e 200mila euro per l’illuminazione pubblica, e Aem doveva pagare mezzo milione in più per la manutenzione. Dunque dovrebbero essere gli ex assessori, oggi all’opposizione, a spiegare perché sono state prese decisioni tali da far salire l’indebitamento fino a circa 100 milioni. Aem è stata usata come un bancomat dal centrodestra: Galimberti rivendica di aver creato un meccanismo di controllo che ha cancellato l’Aem usata come bancomat, una vera e propria fabbrica di debiti. Il piano di risanamento, ha continuato il sindaco, potrà essere completato nei prossimi mesi. L’azienda intanto è stata salvata. Galimberti ha respinto con energia anche le critiche sui costi della fusione imminente, sollevati dalla grillina Lucia Lanfredi, per soffermarsi sui benefici. E’ stato comunque avviato dalla giunta il secondo piano di razionalizzazione, che prosegue l’opera di riduzione delle partecipate. Nel 2015 è stato necessario creare la società Servizi per Cremona perché il decreto Bersani non consentiva alla stessa società di gestire servizi pubblici locali e attività strumentali. La riforma Madia però ha abrogato il decreto Bersani e Aem è stata risanata, quindi può ora rilanciarsi svolgendo nuove attività. Servizi per Cremona, però, chiude con un bilancio positivo, senza debiti.

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