Ospedale, 4.727 ricoveri impropri in un anno

Problema storico, l’inappropriatezza delle curre, per debellare il quale il Pirellone si è organizzato ormai da vent’anni, con monitoraggi analitici e soluzioni alternative, tuttavia impropriamente. Infatti parte dei malati (il 12%), anche se decisamente meno che in passato, viene ancora curata nel posto sbagliato. E l’inappropriatezza costa e impedisce di spendere correttamente. Bisognerebbe fare in modo, ad esempio, che molte più persone sappiano dove recarsi, senza intasare il Pronto soccorso. La relazione sulla performance, tuttavia, rivela vari aspetti positivi.

 

 

CREMONA Ospedale Maggiore allo specchio per analizzare un intero anno di attività, il 2016, e se necessario fare autocritica. Dopo un anno in cui 17.027 pazienti sono stati dimessi a Cremona, per cure sanitarie che hanno avuto un valore riconosciuto dalla Regione di 71 milioni di euro, e altri 4.727 pazienti dimessi dal presidio Oglio Po di Casalmaggiore (17 milioni di euro il valore delle cure a loro dedicate), l’inappropriatezza risulta diminuita, ma ancora persistente. Ci sono ancora malati che non dovrebbero essere curati in ospedale ma altrove, soprattutto in ambulatorio: errori del sistema, che porta i pazienti nel posto sbagliato e crea costi eccessivi.

La riforma sociosanitaria voluta dal Pirellone è già decollata, per portare al centro del sistema sanitario la personale e la valutazione multidisciplinare, che vede finire la storia dell’ospedale per acuti e aprirsi la fase delle cure in rete territoriale. Resiste però il vecchio difetto tenacemente combattuto da tutti i direttori delle strutture sanitarie: l’inappropriatezza, che fra Cremona e Casalmaggiore riguarda ben 2.477 pazienti, ovvero l’11,39% (4 milioni e 700mila euro di spesa), dato comunque in calo sul 2015, quando i malati fuori posto erano più del 14%. Un problema che colpisce più il capoluogo, col suo 12% di inappropriati, che il Casalasco.

Complessivamente però l’ospedale, diventata Azienda socio sanitaria territoriale, è stato promosso dal Nucleo indipendente di valutazione.

I dipendenti sono 2.481, di cui 1.067 infermieri e 215 amministrativi, e il bilancio è di 119 milioni e 758mila euro. Molti i cambiamenti in corso, fra cui l’attività di pre-ricovero, che non sarà più concentrata nelle ore del tardo pomeriggio. L’ospedale attrae non pochi pazienti da fuori regione, per cure da un valore di 8 milioni, e dà prestazioni per 362mila euro a cittadini stranieri. Fra gli altri dati positivi la programmazione dell’attività delle sale operatorie: infatti è cresciuta dall’87 all’89% l’apertura delle tre sale operatorie, per 3.977 ore lavorate nel 2016. Sono stati 3.402 gli interventi pianificati in un anno. Fra i reparti maggiormente sotto stress, la Psichiatria, con 433 pazienti dimessi in un anno e un dato di inappropriatezza storicamente alto. E’ un problema che riguarda il territorio, caso particolare in Lombardia: l’obiettivo fatto proprio anche da medici di base, specialisti e Comuni sarà, per quanto possibile, decentrare le cure fuori dall’ospedale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...