Le assenze indeboliscono il centrosinistra

Un disagio creato da diversi fattori: la legge elettorale dei Comuni, che concentra i poteri nelle mani del sindaco e della giunta, ma anche la crisi d’identità del Pd, che dal 2008 non è mai sembrato così lontano dallo spirito della sinistra. La politica è diventata poi un’attività tale da richiedere competenze specifiche e un impegno spesso non apprezzato. L’opinione pubblica è impietosa, a volte giustamente, e altre volte asseconda tendenze contrarie ai principi della Costituzione. In più, l’organizzazione dei partiti è diventata verticistica. E si aggiungono i problemi locali e i casi personali.

 

CREMONA Ancora una volta la maggioranza di centrosinistra si è trovata in difficoltà per le assenze, tali da far venire meno il numero legale, se le minoranze fossero uscite dall’aula. La verifica degli equilibri di bilancio è stata approvata grazie ai voti contrari delle minoranze, che hanno alzato il badge mentre il centrosinistra garantiva soltanto 16 presenti, quando ne sarebbero stati necessari 17. In attesa dell’arrivo Paolo Carletti, alcuni consiglieri avevano fatto interventi interlocutori dopo la relazione dell’assessore Maurizio Manzi, che secondo le opposizioni sono serviti soprattutto a guadagnare tempo. In occasione di alcuni voti, la maggioranza non è riuscita ad approvare le delibere con immediata eseguibilità. La riunione di ieri pomeriggio è stata compressa anche dalle prove audio e dall’afflusso di pubblico, nell’imminenza del concerto serale di Nek. Infatti sul bilancio non ci sono stati interventi delle opposizioni, che hanno votato no, restando presenti. Sulla razionalizzazione delle partecipate, sono fioccate alcune astensioni anche dai banchi del centrodestra. Lucia Lanfredi, dei 5 stelle, a margine ha criticato il comportamento della maggioranza, che fa segnare assenze anche nelle commissioni, dove a volte manca il numero legale. Fra le conseguenze delle divisioni interne al centrosinistra, legate anche alla scissione nazionale del Pd, si nota l’ampliamento del gruppo misto, dove Fiamma e Chiappani sono stati raggiunti da Leonardo Cigala, che ha surrogato Francesca Baldini del Pd, dimissionaria. Gruppo misto che potrebbe crescere ancora: si vocifera di una possibile uscita di Giancarlo Schifano dal gruppo del Pd. Assenze nelle riunioni di commissione anche nel gruppo di Fare nuova la città, la lista civica del sindaco: Stefania Telli, Sara Arcaini e Michele Bufano. Si presentano così alcune tendenze alla disgregazione dei gruppi consiliari della maggioranza che avevano creato gravi complicazioni all’amministrazione Perri e negli stessi anni durante la presidenza provinciale di Massimiliano Salini. Non si sono verificate sinora, però, spaccature clamorose nel centrosinistra cremonese.

 

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