Crescono i consensi per il Tibre ferroviario

CREMONA Prosegue spedita la lotta dei comitati, delle associazioni e degli enti locali, malgrado la freddezza del Comune di Cremona, per realizzare il Tibre ferroviario e, di conseguenza, affossare definitivamente il progetto di autostrada Cremona Mantova. Il presidente della Provincia Davide Viola ha accettato il ruolo di coordinamento tra tutti i soggetti e i territori interessati dal Tibre ferroviario, richiesto da Cesare Vacchelli, del comitato No autostrade, per dare più incisività alle richieste rivolte alle istituzioni. Il consenso del ministro Graziano Delrio e del presidente della Regione Roberto Maroni sembra conquistato: è il momento, come ha sottolineato Cesare Vacchelli nella festa della Sinistra di Gussola, di raggiungere il risultato finché le circostanze sono favorevoli, prima che il quadro politico possa cambiare pesantemente a favore dei sostenitori delle nuove, costose autostrade. La “cura del ferro”, come la chiama Delrio, è tantopiù necessaria visto il cambiamento climatico, e anzi obbligata, dal momento che la Svizzera ha limitato il transito ai camion italiani, e così come farà l’Austria non appena avrà potenziato le ferrovie. L’Italia è arretrata e ancora fa viaggiare la stragrande maggioranza delle merci su strada, quando gli Stati europei privilegiano le ferrovie. Una scelta ecologica, visto il cambiamento climatico e la continua, grave siccità, ed economica, perché i Tir, con i loro pesi enormi, distruggono strade la cui manutenzione costa ormai troppo agli enti locali. La variante piadenese della Tibre, poi, costa circa 600 milioni di euro in meno e abbrevia il percorso tra Parma e Verona, evitando i costi enormi dell’alternativa di Suzzara, che Piadena ha superato già nella programmazione nazionale e regionale lombarda. Il territorio inoltre ha bisogno di mobilità leggera per essere valorizzato e conosciuto, favorendo turismo, enogastronomia e zone naturalistiche, oltre agli interscambi, come nell’area di Bozzolo. Lo hanno ribadito, con Cesare Vacchelli, cinque sindaci del territorio casalasco, mantovano e parmense. Sempre i sindaci sono pronti a battersi con per migliorare le condizioni dei trasporti ferroviari. Il governo ha stanziato 310 dei 900 milioni necessari alla riqualificazione della Milano Cremona Mantova, nel tratto Codogno-Mantova, tuttavia la serie di disservizi chiede interventi urgenti. La Brescia Parma, che attraversa il Casalasco, costringe studenti e lavoratori a condizioni da terzo mondo, e la Cremona Brescia non è da meno. Lunedì da Brescia alle 17.49 sono partite due carrozze diesel senza aria condizionata e una temperatura interna misurata a 34.3 gradi. Lunedì mezz’ora, martedì 20 minuti di ritardo per il treno delle 16.24 da Cremona. 

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