Emergenza smog, la Regione rimanda gli interventi al 2018

CREMONA Ieri mentre si riuniva al Pirellone il Tavolo istituzionale aria convocato dalla Regione, con la partecipazione degli enti locali, la qualità dell’aria a Cremona era mediocre, come indica il sito dell’Arpa. La media mobile dell’ozono infatti era troppo alta, 143 microgrammi rispetto a una soglia di 120. Eppure, nonostante diversi giorni critici per l’eccesso di ozono, specialmente a fine giusto, il presidente dell’Arpa Bruno Simini ha espresso ottimismo. “Le azioni strutturali della Regione fanno centro”, per usare le parole di Simini, che si aspetta una riduzione delle emissioni di ammoniaca del 27,5%, degli ossidi di azoto per il 32,7%  delle pm10 del 33,7%. Malgrado la crisi del dicembre 2016 e del gennaio scorso, che ha visto Cremona in particolare difficoltà, specialmente per i dati della centralina di via Fatebenefratelli allo Zaist, l’Arpa prevede un miglioramento della qualità dell’aria, poiché le principali fonti di gas nocivi, traffico e riscaldamento a legna, diminuiscono. Il Comune di Cremona ha partecipato alla riunione con tecnici, funzionari e l’assssore Alessia Manfredini, e come altri enti locali apprezza il fatto che già si cominci ora a preparare le azioni per prevenire un altro inverno grigio di smog e polveri, con un accordo fra quattro Regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Comune di Cremona chiede più risorse alla Regione: occorre una cartellonistica migliore e servono più controlli sulle biomasse, dunque servono più finanziamenti, per pagare gli straordinari dei vigili urbani, e lanciare una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini.

Problemi non ne mancano e Legambiente li sottolinea: sono ancora in circolazione troppi veicoli con motore diesel. In p

CREMONA Ieri mentre si riuniva al Pirellone il Tavolo istituzionale aria convocato dalla Regione, con la partecipazione degli enti locali, la qualità dell’aria a Cremona era mediocre, come indica il sito dell’Arpa. La media mobile dell’ozono infatti era troppo alta, 143 microgrammi rispetto a una soglia di 120. Eppure, nonostante diversi giorni critici per l’eccesso di ozono, specialmente a fine giusto, il presidente dell’Arpa Bruno Simini ha espresso ottimismo. “Le azioni strutturali della Regione fanno centro”, per usare le parole di Simini, che si aspetta una riduzione delle emissioni di ammoniaca del 27,5%, degli ossidi di azoto per il 32,7%  delle pm10 del 33,7%. Malgrado la crisi del dicembre 2016 e del gennaio scorso, che ha visto Cremona in particolare difficoltà, specialmente per i dati della centralina di via Fatebenefratelli allo Zaist, l’Arpa prevede un miglioramento della qualità dell’aria, poiché le principali fonti di gas nocivi, traffico e riscaldamento a legna, diminuiscono. Il Comune di Cremona ha partecipato alla riunione con tecnici, funzionari e l’assessore Alessia Manfredini, e come altri enti locali apprezza il fatto che già si cominci ora a preparare le azioni per prevenire un altro inverno grigio di smog e polveri, con un accordo fra quattro Regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Comune di Cremona chiede più risorse alla Regione: occorre una cartellonistica migliore e servono più controlli sulle biomasse, dunque servono più finanziamenti, per pagare gli straordinari dei vigili urbani, e lanciare una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini.

Problemi non ne mancano e Legambiente li sottolinea: sono ancora in circolazione troppi veicoli con motore diesel. In provincia di Cremona gli euro zero nel 2015 erano ancora 13.171, oltre a 5mila euro 1, veicoli particolarmente inquinanti. La presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto nota che le azioni previste dalla Regione partiranno solo dal 2018. Nell’inverno 2017, tra pochi mesi, il rischio cui è esposta la popolazione più fragile- bambini e anziani – è quello dell’ennesima emergenza smog accompagnata da molte buone intenzioni e tante promesse della pubblica amministrazione.

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