Notti rumorose col treno dell’acciaieria Arvedi

Si vive in funzione del capitale, per il quale le istituzioni democratiche svolgono un efficiente lavoro di servizio. Chi ha motivo per protestare deve adeguare la propria pazienza ai tempi dei detentori del potere e della conversione o riorganizzazione delle attività industriali. Per chi abita a Cavatigozzi, zona di via Dossetto, è così da anni.  

 

 

CREMONA Tremano i vetri delle finestre di notte, al passaggio del treno dell’acciaieria Arvedi nel quartiere Dossetto di Cavatigozzi, che è separato dall’area industriale soltanto grazie a via Acquaviva e alcuni alberi. Si tratta di un’area che non è stata ancora sottoposta a risanamento acustico, diversamente da altre zone di Cavatigozzi, e negli ultimi giorni, come riferiscono diversi residenti, il rumore è aumentato: passano più treni di notte e frenano proprio davanti alle finestre di alcune abitazioni.

Via Bergamaschi e via Dossetto sono esposte a un inquinamento acustico che è stato preso in esame durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Arvedi, nella sala del consiglio comunale, mercoledì primo febbraio. L’assessore all’ambiente Alessia Manfredini ha annunciato un protocollo, sul funzionamento del treno, che però non è stato ancora attivato, anzi il macchinista continua ad azionare il cicalino d’allerta, per lui obbligatorio poiché attraversa un percorso parallelo a via Acquaviva, non protetto dal passaggio di pedoni o veicoli. Il binario, come notato da alcuni residenti, viene utilizzato come scambio, non solo per il passaggio dei convogli diretti all’acciaieria. Il treno inoltre sosta a lungo con il motore acceso. Le stesse abitazioni sono inoltre esposte ai rumori del tubificio Arvedi, ma anche di un altoparlante, utilizzato probabilmente da un’altra azienda. Ai gong del tubificio si aggiungono i boati uditi nei giorni scorsi dalla zona dell’acciaieria, dove sono tornate a elevarsi nel cielo alte colonne di fumo. Anche nelle ultime settimane il comitato di quartiere ha inviato segnalazioni all’Arpa, al Comune e a tutte le istituzioni, senza però risultati. L’osservatorio Arvedi ha predisposto diversi monitoraggi. Si è già concluso il piano di controlli sulle sostanze odorigene, affidato al chimico e tossicologo Fabio Denicoli. Dall’indagine è emerso che solo quattro composti chimici su 54 sono risultati presenti in quantità superiore ai valori di soglia olfattiva. Nell’ultima assemblea di quartiere, il presidente Daniele Ardigò ha confrontato il metodo di lavoro attuale dell’Osservatorio Arvedi attuale con il metodo applicato alcuni anni fa, quando i residenti stessi erano commissari dell’Osservatorio così come i funzionari e potevano confrontarsi direttamente chiedendo verifiche e dati. L’amministrazione Galimberti ha invece trasformato l’Osservatorio in commissione comunale, i cui componenti sono esclusivamente i rappresentanti delle istituzioni, mentre i residenti hanno soltanto il ruolo di uditori e non possono fare altro che domande dai banchi del pubblico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...