Compostaggio, Crotta d’Adda chiede la Via

La pianificazione dell’amministrazione viene investita dalla domanda di salvaguardia delle caratteristiche storiche del paesaggio e della qualità della vita. Il consiglio comunale di Crotta d’Adda, contemporaneamente alle richieste del comitato, chiede la revoca dell’esenzione della Valutazione d’impatto ambientale per la ditta di compostaggio Sovea. Dopo tante autorizzazioni, l’amministrazione provinciale è chiamata a una maggiore attenzione. Va notato che i problemi ambientali – dal consumo di suolo all’invasività delle stesse piccole e medie imprese – erano ben noti a fine secolo e che le politiche di prevenzione non sono state attivate. La Valutazione d’impatto ambientale su area ampia e lungo periodo, per compiere scelte strategiche, non dovrebbe essere evitata dalle stesse istituzioni che devono confrontarsi con l’emergenza delle polveri sottili, della crisi idrica, il caldo torrido d’estate e i tanti problemi legati al consumo dell’ambiente. 

 

CROTTA D’ADDA CR L’azione del comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute” si è fatta più incisiva. Il consiglio comunale giovedì ha accolto le richieste dei cittadini e ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo che chiede la revoca del decreto di esenzione della Via emesso dall’amministrazione provinciale. Si parla del compostaggio di sfalci verdi proposto dalla ditta Sovea, che le assemblee degli abitanti di Crotta e di Acquanegra hanno già bocciato considerando l’insieme dei fattori di inquinamento che gravano sulla popolazione. Dopo la delibera delle giunta Gerevini, il consiglio comunale all’unanimità ha posto con forza un problema sottovalutato dall’amministrazione provinciale, criticata per aver facilitato, con l’esenzione della Via, un’azienda che aggiunge una quota di inquinamento a un territorio già stressato da altre attività, e non aver seguito le prescrizioni richieste dal Comune. Crotta d’Adda chiede quindi una Valutazione d’impatto ambientale su territorio ampio e lungo periodo, in modo che non spuntino altri progetti poco oltre i confini comunali. Nel mirino delle critiche dei cittadini anche un biogas, autorizzato anni fa anche se si trova nel parco Adda Sud, oltre a diversi allevamenti zootecnici e spandimenti di fanghi nei Comuni confinanti, come Maccastorna. Crotta inizia la battaglia contro le autorizzazioni facili, e il sindaco Renato Gerevini conferma che intende stabilire una linea unitaria con i Comuni di Acquanegra e Grumello, i cui abitanti hanno già manifestato ampiamente la loro contrarietà alla trasformazione del territorio in terra di conquista per le attività inquinanti di vario genere.

Intanto è partita a Crotta d’Adda una seconda sottoscrizione, con già 335 firme a Crotta e 159 a Acquanegra per ottenere da parte dell’ente Provincia la proroga della scadenza del 9 novembre, in modo da poter consegnare le osservazioni, approfondire l’impatto sulla salute dei cittadini e valutare l’incidenza sulla viabilità locale interessata dal traffico di camion previsto dalla ditta Sovea.

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