Ripresa selettiva che non ridistribuisce ricchezza

Il dubbio non si può evitare: la ripresa economica, benché modesta, è un dato di fatto, che però si traduce in vantaggio solo per pochi, sempre gli stessi. Le industrie che lavorano per i mercati esteri e sono in grado di aumentare la produzione beneficiano della crescita, gli artigiani invece no. Dopo una decina di anni e tanti proclami, i dati statistici mettono in evidenza ancora una volta il carattere selettivo della ripresa. L’aumento del Pil non distribuisce automaticamente ricchezza e non crea lavoro. Allora sembra chiaro: le politiche economiche di questo decennio hanno puntato sui settori più tradizionali, più sicuri, più forti, deludendo buona parte della popolazione. 

CREMONA Il momento positivo dell’economia favorisce i settori tradizionali, come la siderurgia, orientati alle esportazioni, senza che il miglioramento tendenziale e congiunturale degli indicatori premi l’occupazione, che in provincia di Cremona rimane ferma. Rallenta la crescita dell’artigianato, che a propria volta non vede incrementi di posti di lavoro. L’analisi trimestrale della Camera di commercio conferma l’andamento  in crescita del manifatturiero industriale aggiornato a fine settembre, sia rispetto al trimestre che allo stesso periodo luglio-settembre dell’anno precedente. In un anno la produzione sale del 3,6%, il fatturato del 5,9, gli ordinativi interni del 7,1 e gli ordinativi esteri del 4,0, mentre i posti di lavoro rimangono stabili, in lieve calo dello 0,1%. La siderurgia cresce del 16%, la meccanica del 5%. Cremona, con il suo più 3,6, in Lombardia è superata solo da Lodi, Brescia e Lecco che superano il 5%

I dati trimestrali segnano la lieve flessione della produzione, per lo 0,3% e degli ordinativi esteri, per lo 0,8, da leggere però come una variante minima temporanea in uno scenario positivo, come dimostra l’incremento rilevante degli ordinativi interni, così almeno commenta il presidente della Camera di commercio Gian Domenico Auricchio. L’occupazione tuttavia rimane sempre stabile se non negativa: meno 0,3% il dato trimestrale. Quanto agli ordinativi, Cremona presenta indicatori migliori della media regionale, ma in Lombardia si creano più posti di lavoro: 0,6% in più sul terzo trimestre dell’anno scorso. Il calo trimestrale della produzione, per la provincia di Cremona, è percepito come un rimbalzo, dopo il più 3,1% del trimestre precedente.

A questo punto la crisi è archiviata? L’andamento di lungo periodo prende come riferimento il 2010: se nel 2010 la produzione industriale valeva 100, ora è salita a 109, mentre in Italia il dato è 99 e in Lombardia è 106. L’artigianato, al contrario, ha perso terreno, perché la produzione è scesa a 95, in ripresa però dal 2015, quando il dato era ancora peggiore, 88, rispetto all’ipotetico 100 dell’anno 2010. Dati lusinghieri, molto significativi, di un’economia provinciale che insiste sul modello di sviluppo tradizionale. Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione: le ore autorizzate, nel trimestre, scendono dell’87%, da 251mila a 54mila. Il numero delle industrie che hanno usato la cassa integrazione scende dal 9,2% al 2,9% con una percezione di crescita economica sempre più diffusa. Occupazione in calo anche nell’artigianato produttivo, che perde lo 0,5%.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...