Compostaggio di Crotta, lotta aperta all’autorizzazione facile

CROTTA D’ADDA CR Il gioco delle autorizzazioni ambientali facili è stato smascherato ieri, durante un’assemblea pubblica organizzata dal comitato locale, dal presidente dei Medici per l’ambiente di Milano, Edoardo Bai. La ditta Sovea, che ha presentato al settore Ambiente della Provincia un progetto di compostaggio di sfalci verdi, ha potuto sfruttare le ambiguità di una normativa non del tutto chiara e costrittiva, presentando un dato sottovalutato sulle emissioni odorigene. Il calcolo dell’impatto olfattivo riguarda infatti l’area massima calcolabile, che comprende anche le strade di collegamento con il compostaggio.

La ditta stessa però non ha potuto fare a meno di dichiarare una capacità di emissione di odori comunque superiore alla soglia consigliata dalla Regione Lombardia, sia a Ca’ de’ Tocchi, frazione di Acquanegra, che a Fornace, frazione di Crotta d’Adda, che nel centro abitato di Crotta. Le ragioni dei cittadini sono tutelate, più che dalle norme regionali, dalla sentenza della Cassazione numero 12.019 del 23 marzo 2015, che stabilisce che gli odori molesti sono illeciti anche se provengono da impianti autorizzati. Per la Cassazione si configura anzi il reato penale, in caso di molestie olfattive gravi, equiparato al lancio di oggetti pericolosi. Non esiste una soglia precisa di legge: vale il parere dei cittadini, nel caso in cui l’odore rechi effettivamente disturbi rilevanti. Quindi il medico per l’ambiente Edoardo Bai ha indicato al pubblico della sala polivalente di Crotta d’Adda una soluzione precisa: puntare sull’aspetto sanitario della normativa, poiché simili fenomeni di odore “non sono regolari”. Il sindaco Renato Gerevini, ieri sera assente, potrebbe quindi chiedere una verifica attendibile sulla previsione dell’impatto olfattivo del compostaggio, in base alla quale l’Ats potrebbe emettere un parere negativo. Il comitato “Tuteliamo il  nostro ambiente e la nostra salute”, che ha raccolto le firme dei cittadini di Crotta, oltre che di Acquanegra e Grumello, in ampia maggioranza contrari all’insediamento della ditta, scopre così un’opportunità in più nella lotta contro la ditta privata. La ditta Sovea ha sede a Ghedi, dove sorge un impianto che fa da modello al progetto di Crotta, di dimensioni tre volte più grandi. A Ghedi, come ha scoperto il comitato di Crotta, le lamentele dei cittadini che abitano più vicino al compostaggio sono assai vivaci, per le ondate di odore che si sentono d’estate. Il Comune di Crotta ha in ogni caso espresso ufficialmente diniego così come Acquanegra, e ha presentato un ricorso al Tar. Ieri sono intervenuti, contro il compostaggio, il consigliere Mario Rizzi e il vicesindaco Sebastiano Baroni. In assemblea erano inoltre presenti esponenti delle associazioni ambientaliste di Cremona e del circondario: il caso di Crotta sta diventando esemplare.

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