Via Riglio, ciclabile in sicurezza solo per 65 metri

CREMONA Chi non resiste al fascino della campagna nella zona del canale navigabile, un tempo l’ideale per passeggiate e gite in bicicletta, oggi deve fare i conti con il traffico dell’area industriale che collega ininterrottamente Spinadesco, Cavatigozzi e il porto. Ne ha fatto le spese la ciclabile di via Riglio, che il comitato di quartiere di Cavatigozzi da anni segnala come insicura e pericolosa. La giunta Galimberti stamattina ha approvato il progetto di messa in sicurezza della ciclabile, per un costo complessivo di 80.500 euro, che viene inviato dal Comune alla Regione Lombardia, chiedendo l’approvazione del cofinanziamento al 50 per cento. La possibilità di ottenere il contributo si è aperta grazie alla ciclovia Vento (Venezia-Torino) che passa proprio per via Riglio, tra via Vulpariolo e Lungo Po Europa. Manca un tratto di ciclabile di 450 metri: con il progetto adottato stamattina si costruiranno 65 metri di ciclabile, nel tratto fra il ponte sul canale e via Vulpariolo, davanti all’incrocio con via Bastida. Sarà creato un tratto a senso unico alternato sul ponte delle chiuse di via Riglio, gestito da un semaforo attivo per 24 ore su 24. Nei 65 metri più pericolosi saranno realizzati due tratti di ciclabili per senso di marcia, contrapposte e protette da barriere stradali in calcestruzzo.

Il progetto è purtroppo limitato: i primi commenti a Cavatigozzi non sono entusiastici, per la brevità del tratto che sarà reso sicuro. Oggi la ciclabile è indicata dai cartelli, ma consiste solo di una riga sull’asfalto, in uno spazio in buona parte coperto dall’erba e dagli alberi e poco utilizzato dagli stessi ciclisti. Alcuni automobilisti, anzi, credono che si tratti di un parcheggio. Via Vulpariolo è stata trasformata negli anni scorsi in discarica abusiva, tanto che il transito è tuttora vietato da una sbarra. Il cartello collocato dalla polizia municipale, con la scritta “Lo fareste a casa vostra?”, alludendo all’abbandono selvaggio di rifiuti, è completamente oscurato dallo smog. Il traffico dei mezzi pesanti ha avuto la meglio.

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