La vendetta del canale dimenticato

CREMONA C’è un canale dimenticato a Cremona, la Cremonella, il corso d’acqua più antico, sulle rive del quale fu fondata la città in epoca romana. Oggi la Cremonella ha un corso sotterraneo e viene utilizzata come fognatura. Ne ha parlato il geologo Giovanni Bassi, di Italia Nostra, in commissione Paesaggio, proprio perché il cantiere destinato a far sorgere il discount Conad di via Giordano nella sede dell’ex Snum utilizzerà per fini privati un corso d’acqua pubblica. Per Italia Nostra la scelta è tutt’altro che corretta, quindi Giovanni Bassi ha presentato un esposto al sindaco Gianluca Galimberti, riservandosi di portarlo in Procura se non il primo cittadino non darà risposte.

E non è l’unico problema legato al canale Cremonella, che passa anche sotto via Tofane, dove un privato ha aperto un cantiere per la costruzione di un condominio in prossimità delle antiche mura medievali, dove passata il canale che ha la stessa età della città di Cremona, 23 secoli. In via Giordano intanto l’area, non più pubblica ma privata, di proprietà della cooperativa Monteverdi, è stata transennata e una ruspa è già entrata in azione. Il discount è l’obiettivo finale: per ora i lavori riguardano la bonifica del terreno, dove un tempo venivano depositati i rifiuti urbani: il permesso di costruire il supermercato non è ancora stato concesso dall’amministrazione comunale. La convenzione tra municipio e privato è infatti ancora nello stadio di bozza: occorrerà prima spostare i detriti e analizzare la situazione del sottosuolo, dato che in quel punto sorgeva un distributore di carburante. Non è l’unico problema: l’ipotesi di un ulteriore aumento del traffico, connesso con l’apertura del discount, crea turbamento nel comitato di via Giordano, che da anni si batte per liberare la via dal flusso incessante di veicoli – 20mila al giorno, e nuovi rilievi sono in corso. La commissione Paesaggio inoltre ha criticato il progetto per l’aspetto estetico che avrebbe il fabbricato nel contesto attuale. Rimane poi il silenzioso monito di un appello scritto sul muro dell’ex Snum: “E se io fossi un parco?” visto il verde del giardino che si trova accanto. Ormai però l’area è privata, e il parco è svanito come un sogno.

 

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