Trenord, dopo lo sciopero guasti e ritardi, appelli a Fontana e, per la prima volta, a Toninelli

 

CREMONA Alle 6 del mattino, non appena è terminato lo sciopero proclamato dal sindacato Cub Trasporti, che era iniziato alle 22 di ieri sera, sui viaggiatori di Trenord si è abbattuta una tempesta di ritardi, guasti, cancellazioni e disservizi. Sulla Mantova-Cremona-Lodi-Milano alle 7.43 Trenord segnalava 40 minuti di ritardo per il treno delle 7.41 da Codogno che doveva portare a Milano Centrale i passeggeri di un treno appena cancellato per un guasto. Alle 7.15 a Brescia il treno delle 6.50 per Parma, atteso a Piadena e Casalmaggiore, era annunciato in partenza con ben 80 minuti di ritardo. Trenord ha attribuito il mancato rispetto dell’orario, sin dalle 6 del mattino, a un guasto agli impianti di Rfi, che regolano gli scambi tra le stazioni di San Giovanni in Croce e Casalmaggiore. Alle 7 e mezza a Cremona si contavo attese di 26 e 15 minuti sulla tabella di marcia per Milano Centrale e Mantova. Altro guasto alle 9.14, quando il Piadena Cremona delle 8.51 ha perso 22 minuti nella preparazione all’interno del deposito. Trattandosi di binari unici su tutte le linee della provincia di Cremona, i ritardi si ripercuotono sulle corse successive, per ore. Il Cremona Treviglio delle 9.41 ha perso 15 minuti, il Mantova-Cremona-Milano delle 9.37 si è fatto attendere 20 minuti. I ritardi sono continuati nel primo pomeriggio, con i 26 minuti persi sulla Cremona Treviglio, mentre andava in tilt anche la Brescia Cremona, con 45 minuti fuori orario per un guasto di competenza di Rfi. Il Mantova Cremona delle 13.30 non è nemmeno partito per le conseguenze di un guasto agli impianti lungo la linea. Sulla Mantova Cremona, alle 16.03, veniva segnalato un altro ritardo di 27 minuti, ancora di competenza Rfi. 24 i minuti persi sulla Brescia Cremona alle 1.549 per sostituire il treno, e sin oltre le 16 i convogli perdevano dai 10 ai 20 minuti sulla Mantova Cremona Milano. Proprio stamattina Cesare Vacchelli del gruppo No autostrade Più ferrovie inviava al ministro Danilo Toninelli un’email per chiedere il raddoppio della Mantova Cremona Codogno, il Tibre ferroviario soluzione Piadena, per il trasporto merci e diversi altri lavori, per migliorare la rete dei trasporti, cancellando definitivamente l’ipotesi dell’autostrada Cremona Mantova.

Dario Balotta di Liberi e Uguali, invece, si rivolge al presidente della Regione Attilio Fontana, perché si decida a prendere in mano la situazione di Trenord, dato che la Lombardia è la regione peggiore d’Europa per il trasporto ferroviario, col suo mezzo milione di passeggeri al giorno, quando potrebbe riceverne un milione, liberando le strade dalle macchine. Se Fontana non risolverà nulla, vorrà dire che la Regione vuole tenersi Trenord così com’è, per fare assunzioni e spese pubbliche anche senza gara e avere un’influenza economica e politica: Trenord è chiaramente una macchina di consenso, non un sistema di trasporto efficiente.

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