Stoccaggi, la concessione è scaduta: il piano Italia hub del gas può essere fermato

SERGNANO CR Enrico Duranti tornerà in piazza Duomo a Crema il primo luglio per un banchetto informativo sulla paradossale situazione degli stoccaggi di gas di Sergnano e Ripalta Cremasca, la cui concessione è scaduta da più di un anno e mezzo. L’autorizzazione del ministero dello sviluppo economico risale per entrambi al primo gennaio del ‘97 ed è scaduta vent’anni dopo, il primo gennaio del 2017. La titolarità è della Stogit, che ha una sede operativa a Crema. E a concessione scaduta, l’anno scorso nel mese di maggio, il ministero dell’Ambiente autorizzava la Stogit ad aumentare la pressione dello stoccaggio di gas, grazie al silenzio assenso della Regione Lombardia. L’istanza di proroga è stata presentata il 29 gennaio del 2014 e non risulta che sia stata accolta. Ma si va avanti lo stesso. A Ripalta Cremasca il gestore dello stoccaggio può causare, secondo il permesso ricevuto dal ministero dell’ambiente, una microsismicità pari alla magnitudo locale 2,1: arrivati a 2,2, è invece necessario adottare tutti gli accorgimenti necessari per riportare la magnitudo a valori consentiti. Era il 2012 e lo stesso tipo di permesso veniva rilasciato a tutti gli stoccaggi esistenti in Italia, Bordolano compresa, in virtù del decennale progetto Italia hub internazionale del gas, tanto criticato da gruppi e associazioni. I quali ora guardano al nuovo governo con preoccupazione. Dopo aver criticato la genericità del contratto di governo sottoscritto da Lega e M5S, e la mancanza di riferimenti precisi alla questione degli stoccaggi – che non creano posti di lavoro e generano profitti e consumo di suolo – le associazioni contrarie alle trivellazioni e allo hub internazionale, per il suo carattere speculativo di compravendita di gas, le associazioni si aspettano una decisione da parte del nuovo governo, che riconsideri l’intera questione. I ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico hanno infatti la possibilità di fermare il progetto, non rinnovare le concessioni e porre fine a una strategia che non ha affatto valorizzato il territorio.

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