La vita non può cominciare a Casalmaggiore

CASALMAGGIORE CR –  Nascono troppo pochi bambini, meno di 500 l’anno, ad aggravare una crisi demografica che dura ormai da due decenni, e scarseggiano persino i ginecologi e anche le scuole di specializzazione che li formano. Così l’assessore regionale Giulio Gallera si è arreso, e in commissione sanità ha ammesso di essere pronto a chiudere quattro reparti di maternità lombardi. E con Angera in provincia di Varese, Piario nell’alta Val Seriana e Gravedona sul Lago di Como oppure Chiavenna in provincia di Sondrio appare anche la Maternità del presidio ospedaliero Oglio Po di Casalmaggiore in provincia di Cremona. Un presidio più volte elogiato perché in grado di battere la concorrenza con Parma e Reggio Emilia, un baluardo di confine per l’eccellenza lombarda che però non concederà più deroghe: sotto i 500 parti l’anno il punto nascite è anti-economico. Da parte propria l’assessore lombardo al Welfare, accanto al direttore generale Luca Cajazzo, ha chiesto deroghe al ministero della Salute che non le ha concesse. Le chiusure saranno graduali: occorreranno però pochi mesi, per l’effetto del decreto ministeriale 70 del 2015, che stabilisce gli standard di sicurezza, peraltro già stabiliti da un accordo fra Stato e Regioni del 2010. Le ostetriche accompagneranno le donne in dolce attesa sul territorio, il momento del parto però richiederà una trasferta in più. E’ stata una doccia fredda per il Casalasco ma anche per Cremona, dove il direttore generale dell’Asst Camillo Rossi, che coordina anche Casalmaggiore, l’8 maggio aveva assicurato che l’unità operativa di ostetricia e maternità di Vicomoscano di Casalmaggiore sarebbe rimasta aperta. Costernazione a Casalmaggiore, dove il reparto resiste da anni, sfuggendo alla chiusura tra la soddisfazione generale.

I consiglieri regionali del Pd Antonella Forattini e Matteo Piloni lamentano il mancato rispetto delle promesse da parte della Regione. Il prossimo 9 luglio poi si presenterà nella commissione sanità del Pirellone proprio il comitato in difesa dell’ospedale Oglio Po: la richiesta del Pd è che l’assessore spieghi le sue reali intenzioni, anche perché l’Asst di Cremona ha aperto un concorso per l’assunzione di tre ginecologi e non ha messo in programma la chiusura estiva del punto nascite. Dure proteste anche da parte dei consiglieri dei 5 stelle: Andrea Fiasconaro e Marco Degli Angeli contestano le chiusure indiscriminate sotto i 500 parti annui, perché le zone di campagna o di montagna, svantaggiate rispetto alle aree urbane, verrebbero penalizzate, vedendo negato il diritto alla salute.

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