Caccia all’evasore, le Fiamme Gialle scoprono 208 milioni nascosti al fisco, il Comune contende euro su euro ai contribuenti distratti

 

CREMONA Mentre la Guardia di Finanza festeggia il 244° anniversario dalla fondazione, rendendo nota l’attività di contrasto all’evasione fiscale, con il recupero di 206 milioni di euro, il Comune pubblica sul proprio sito i dati dell’accertamento dei tributi arretrati al 31 maggio 2018. Il monitoraggio compiuto dall’unità di staff economico-finanziario e Fiscalità, diretta da Mario Vescovi, è sistematico perché l’amministrazione, dovendo fare affidamento molto più che in passato sulle risorse proprio, non può permettersi di tollerare un’evasione elevata. Sono stati passati al setaccio i contribuenti della Tari, della Tarsu, dell’Imu e della Tasi, emettendo 471 avvisi agli evasori della Tari, per un totale di 187.217 euro, 71 avvisi a chi non ha pagato la Tarsu, per 18.045 euro da recuperare, più che altro i conguagli del 2018, e 1.082 avvisi agli evasori dell’Imu, che complessivamente dovranno versare nelle casse municipali un milione e 91.802 euro. Hanno dunque un nome e un cognome i contribuenti non in regola per un totale di un milione e 297mila e 64 euro, un importo che rimane elevato, in linea con gli accertamenti degli anni scorsi. Quest’anno l’accertamento dei tributi arretrati è risalito fino al 2013, ovvero cinque anni prima, limite fissato dalla legge.

Malgrado l’attività di recupero organizzata dall’amministrazione, l’evasione appare sensibilmente alta, almeno considerando l’imponenza del fondo crediti di dubbia esigibilità, arrivato ormai a 11 milioni e 300mila euro, fra multe e tasse che l’amministrazione rischia di non poter mai più introitare. Soldi che verrebbero pagati dalla totalità dei contribuenti in regola. Sugli ultimi cinque anni sono noti però solo i dati dell’accertamento, non ancora di quelli  dell’incasso, dopo i quali si potrà stabilire se l’attività di recupero del Comune è stata efficace.

Decisamente più consistenti gli importi delle Fiamme Gialle che grazie a 409 tra verifiche e controlli delle persone e delle imprese a più elevato rischio di evasione, hanno scoperto 86 evasori totali, ben 206 milioni di euro non denunciati al fisco e 46 milioni di Iva dovuta ma non versata. Fra gli altri dati spiccano i 36 accertamenti per la normativa antimafia e il sequestro di beni per un importo di circa 9 milioni di euro, come ha reso noto il comandante provinciale colonnello Antonino Costa.

 

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