Carambola casalasca per Toninelli

CREMONA In un colpo solo, il ministro Danilo Toninelli intende salvare il punto nascite del presidio ospedaliero Oglio Po e accelerare i lavori di ristrutturazione del ponte sul Po di Casalmaggiore, destinando subito 4,8 milioni di euro sui 6 già previsti. Lo sblocco dei fondi è stato reso noto dallo stesso ministro in un video pubblicato su Facebook e poi ripreso dal Blog delle Stelle. Il progetto dovrebbe avere il via libera già il 10 luglio. Si tratta di un’accelerazione che Toninelli dà al programma già stabilito dalle amministrazioni provinciali di Parma e di Cremona, con gli stanziamenti che risalgono al governo Gentiloni e ai decreti del ministro Delrio, con l’interessamento del senatore Pd Luciano Pizzetti. Accelerazione che Toninelli giudica necessaria, visti i disagi che soffrono cittadini, pendolari e imprese, costrette ad allungare il percorso in automobile di diverse decine di chilometri ogni giorno. Il nuovo ministro delle Infrastrutture mette poi in relazione lo sblocco dei fondi per il ponte con il possibile salvataggio del punto nascite dell’Oglio Po di Casalmaggiore, che la Regione Lombardia intende chiudere perché non raggiunge la soglia minima di 500 nascite all’anno. Riaperto il ponte, le culle aumenteranno, nelle auspici del ministero, che comunque sta valutando la situazione di tutti i ponti sul Po, compreso quello di Cremona, bisognosi di manutenzione.

Più modesto ma comunque incentrato sulla priorità della manutenzione il piano delle opere triennali adottato a Cremona dalla giunta Galimberti, che ha apportato alcune modifiche al programma, presentato da Alessia Manfredini. La novità principale è l’inserimento dei lavori di riqualificazione della rotatoria di via Acquaviva, nell’area industriale di Cavatigozzi, che si potrà realizzare grazie ai 500mila euro versati dalla Regione nell’ambito dell’accordo per la competitività. Due anni dopo il contributo è arrivato e il progetto esecutivo sarà pronto quanto prima. Dell’altra rotatoria, quella davanti al cimitero di Cavatigozzi, richiesta dal comitato di quartiere, invece non si può parlare: era prevista fra le opere di compensazione del terzo ponte, finito in alto  mare. L’iter ricomincerà da capo e ci potrà pensare la prossima amministrazione.

 

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