Strada Sud, tremila firme per la colata d’asfalto e di cemento

Costruendo la strada Sud, anche nella versione “ecologica”, con minore consumo di suolo possibile, si aprirà una nuova opportunità al consumo di suolo. Arriveranno richieste di nuove case, imprese, negozi, supermercati, oltre a edifici pubblici. Dopo tante lamentele per il consumo di suolo e l’inquinamento atmosferico, il problema del traffico di via Giordano dovrebbe essere risolto all’insegna del cemento e dell’asfalto, mentre il flusso di veicoli non farà altro che spostarsi, e aumentare, aumentando gli insediamenti. Dopo vent’anni di polveri sottili sopra la soglia d’allerta, la soluzione non sembra il ricorso alla volontà popolare, che si esprime pro o contro il colore di un’amministrazione. La pianura padana è una camera a gas, si dice giustamente. Il rimedio è inquinare di meno. Ci vorrebbero molteplici azioni, per rendere più compatibile l’agricoltura, il traffico veicolare, il riscaldamento, modernizzare le industrie, facendo una rivoluzione in tutti i settori. Hanno ragione gli abitanti di via Giordano a protestare contro il traffico: la Strada Sud non è una soluzione, e nemmeno il referendum, che non si può fare su temi urbanistici. La domanda giusta non è che cosa vogliamo fare nella zona di via Giordano, ma come deve cambiare la viabilità. Altrimenti sottoponiamo a referendum le autostrade: vogliamo la Cremona-Mantova? Il raddoppio della Brebemi? Il raddoppio dell’A21? Cancelliamo le politiche ambientali che danno fastidio alle imprese e chissà mai riducono i posti di lavoro? 

 

 

CREMONA Non bastano nemmeno le 3.041 firme raccolte dal comitato promotore del referendum sulla Strada Sud a far cambiare idea al centrosinistra. Domani mattina alle 9.30 Maria Cristina Arata, assieme ai componenti del comitato promotore, si presenterà all’ufficio protocollo per depositare le firme raccolte, ma il centrosinistra non concederà nulla più di una modifica del regolamento comunale sui referendum. Stamattina è stato convocato per le 17.30 di mercoledì 4 luglio l’ufficio di presidenza, dedicato proprio al cambiamento del regolamento, ormai vecchio di decenni e superato dalle stesse norme nazionali. Infatti a Cremona i referendum si possono indire solo in certi periodi dell’anno, entro il mese di febbraio, ma non nel 2019 perché ci saranno le elezioni amministrative municipali. Oltretutto, il consiglio comunale entro settembre/ ottobre stralcerà definitivamente la strada sud dalla pianificazione, concludendo l’approvazione della variante del Pgt. Di conseguenza verrà meno l’oggetto stesso del referendum, che intende mantenere nella pianificazione il tracciato della parte di tangenziale mancante, per cui via Giordana s’intasa ogni giorno di gran parte del traffico che fluisce fra il ponte del Po e l’ospedale Maggiore, con 20mila veicoli al giorno.

Maria Cristina Arata, che del comitato di quartiere di via Giordano è presidente, chiede di approvare il nuovo regolamento dei referendum prima che la strada sud sia stralciata per poter votare a fine estate. Il capogruppo del Pd Rodolfo Bona ribadisce però la linea della maggioranza di centrosinistra: stralciare la strada sud e non fare quel referendum, perché gli argomenti di materia urbanistica non devono essere oggetto di referendum, come in tanti altri Comuni. E’ aperto ora il periodo delle osservazioni alla variante del Pgt: non serve quindi una consultazione popolare diretta. Per la maggioranza comunale, che ha vinto le elezioni mettendo in programma la cancellazione del tracciato della strada sud, la risposta al problema del traffico di via Giordano non è un nuovo tratto di tangenziale, ma una viabilità modificata. Che però sinora non è stata applicata. Per questo il comitato di quartiere continua la battaglia: dopo anni, l’assessore Alessia Manfredini non ha ancora mostrato progetti definitivi e anzi i nuovi rilievi del traffico sono ancora in corso. E’ stato approvato il Piano della mobilità sostenibile, ma in via Giordano il traffico è ancora lo stesso, rumoroso e pericoloso.

 

 

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