Tubificio Arvedi, ricoperto il tetto

 

 

CREMONA I lavori in corso al tubificio del gruppo Arvedi, in via Acquaviva, hanno riacceso le speranze di diversi abitanti di Cavatigozzi, che risiedono a poche decine di metri di distanza. Infatti la nuova copertura del tetto appare come una misura precauzionale nei confronti dell’amianto, se non l’inizio delle operazioni di bonifica. In via Acquaviva 3, indirizzo del gruppo Arvedi, figurano nel censimento amianto dell’Ats due siti con una presenza rispettivamente di 36.335 e 32.520 metri quadrati, ovvero la maggior presenza di eternit della città di Cremona. La relazione Arpa del 4 dicembre 2017 riferisce che nel 2011 il tubificio, in seguito a una valutazione scientifica, doveva compiere la bonifica del 50% della superficie di eternit entro tre anni, mentre il restante 50% doveva essere rimosso entro 12 mesi. L’amianto rappresenta comunque sempre un pericolo, come ha sostenuto Ivano Bonoldi dell’Ona onlus di Cremona, e il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha chiesto più volte la bonifica di tutto l’amianto che si trova nel centro abitato. Per questo l’attenzione dei cittadini è a maggior ragione elevata, anche in attesa della prossima convocazione dell’Osservatorio Arvedi, che quest’anno non si è ancora riunito e che è previsto entro la fine di giugno.

L’aerodispersione delle fibre killer è indicata fra una media di 1,2 fibre per litro e un massimo di 2,3 rispetto alla soglia di 20. Dunque non c’è pericolo per il personale al lavoro nel tubificio, come sostiene l’Arpa. L’unico amianto in sicurezza, però, per l’Ona Onlus e anche per il comitato di quartiere, è quello rimosso definitivamente, mentre durante le bonifiche non ci dovrebbe essere alcuna esposizione dei lavoratori al rischio. Dal Comune ai cittadini non sono arrivate informazioni sui lavori in corso, e la stessa relazione dell’Arpa è stata trovata l’anno scorso dal comitato di quartiere e portata in Comune, non viceversa. L’obiettivo rimane comunque la totale bonifica della fabbrica. Da parte propria il tubificio sta procedendo per lotti, l’ultimo risale al periodo fra maggio e giugno 2016, con una bonifica di 8.500 metri quadrati.

 

 

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