Casalmaggiore, chiuso il ponte “si risarciscano i pendolari”

CASALMAGGIORE Risarcire tutti i pendolari che sono stati costretti ad allungare il viaggio, usando la propria automobile anziché i mezzi pubblici, a causa della chiusura del ponte sul Po di Casalmaggiore, che dura ormai dal settembre 2017. La proposta è stata lanciata da Cesare Vacchelli durante il dibattito sui trasporti organizzato dalla manifestazione “Sinistra in festa” di Gussola. Occorrerebbe un bando regionale, che fissi i criteri in base ai quali vengano dati contributi pubblici, per un totale di circa 500mila euro, a chi effettivamente ha pagato di tasca propria, avendo un reddito tutt’altro che elevato, gli effetti della chiusura del ponte e della mancanza di trasporti pubblici alternativi. I lavoratori interessati sono numerosi: 800 viaggiano in treno, inoltre il flusso sul ponte di Casalmaggiore era di 12mila veicoli al giorno, di cui 3mila mezzi pesanti. Si tratta di lavoratori che fra Casalmaggiore e Colorno sono costretti ad allungare il percorso fino a Viadana o a San Daniele Po per raggiungere la provincia di Parma, dove lavorano nelle aree industriali di Sissa Trecasali o di Colorno e Torrile. I più fortunati beneficiano dal trasporto col pulmino aziendale, gli altri viaggiano a proprie spese. La Regione Emilia ha aggiunto dei bus diretti alle zone industriali della provincia di Cremona, ma altrettanto non ha fatto la Lombardia, per chi arriva dall’Emila per raggiungere le aree industriali di Casalmaggiore o San Giovanni in Croce. Gli orari dei bus non sono fatti per gli operai, quindi non resta che l’automobile. Di qui la proposta di applicare lo stesso metodo usato dalla provincia di Bolzano, dando contributi pubblici a chi usa il car pooling, ovvero l’auto condivisa, per un elevato numero di giorni all’anno, 320, in modo da incentivare solo chi si trova in una condizione svantaggiata duratura. Da parte propria il Comune di Casalmaggiore concede sgravi fiscali sulla Tari alle aziende che hanno subito costi maggiori per la chiusura del ponte. Le alternative al trasporto su strada d’altra parte non ci sono. I disservizi ferroviari che colpiscono la linea Brescia Parma, che passa per Casalmaggiore, Piadena e San Giovanni in Croce, sono ben noti: la direttrice è tra le peggiori della Lombardia, e non è ancora nemmeno interamente elettrificata.

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