A2A, istruttoria caduta nel dimenticatoio

CREMONA Non è ancora nota la conclusione dell’istruttoria aperta l’anno scorso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che reca la sigla A512. L’11 maggio dell’anno scorso l’Autorità faceva sapere, con un comunicato, di aver deliberato l’avvio di un’indagine amministrativa nei confronti di Enel, A2A e Acea, che sono i principali operatori integrati nella distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia. L’ipotesi di illecito, tutta da dimostrare, riguarda l’articolo 102 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea, che vieta lo sfruttamento abusivo, da parte di un’azienda, di una posizione dominante sul mercato interno, ad esempio nell’imporre direttamente o indirettamente prezzi d’acquisto. L’istruttoria si è concentrata su una possibile irregolarità compiuta in un momento delicato, cioè la fine del regime dei servizi a maggior tutela, quando gli utenti delle ex municipalizzate vengono portati nel mercato libero, e possono scegliere da quale società ricevere l’energia elettrica. La data del fatidico passaggio è fissata per il primo luglio 2019, quando le ex municipalizzate dovranno fare i conti con i colossi del settore. Si tratta di un momento assai temuto, da anni, come il momento della verità e del confronto con la legge della giunga, poiché un’azienda ex municipalizzata potrebbe perdere parte della propria clientela, oppure anche accrescerla battendo altre società. Di qui l’estrema attenzione dell’Autorità garante della concorrenza, preoccupata che tutte le aziende arrivino al momento critico a pari condizioni. L’istruttoria A512, dedicata proprio ad A2A, doveva concludersi per il 30 giugno scorso. L’esito non è tuttavia ancora noto. Nel frattempo la gara per la conquista del maggior numero possibile di clienti ha visto entrare in scena anche falsi addetti di Linea Più, che hanno promesso contratti-capestro, solo apparentemente convenienti. La stessa Linea Più ha smentito la necessità di cambiare gestore e ha invitato i propri clienti, in caso di dubbio, a seguire canali di comunicazioni ufficiali con l’azienda. Le promesse ai clienti però continuano nelle vendite porta a porta. E non mancano siti internet che promettono di calcolare i risparmi del nuovo gestore, col rischio che gli importi poi si rivelino ancora maggiori.

 

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