Niente mediateca, si fa un mini-parcheggio

CREMONA In vent’anni via Goito, assieme  a via Palestro e alla galleria Kennedy, si è tramutata da luogo simbolo dell’incontro fra progresso tecnologico, cultura classica e tradizione liutaria cremonese, a teatro dei futuri scenari offerti da un parcheggio. L’ex Supercinema infatti doveva diventare una mediateca tra le più avanzate d’Europa, grazie a un finanziamento miliardario mai arrivato dal ministero della cultura, ed è stato abbattuto pochi anni fa. Di nuovo, agli inizi degli anni Duemila l’esperimento di fare di via Palestro un’isola pedonale è stato affondato dalle polemiche. Via Goito intanto ha trovato una sua identità grazie al cambiamento del piano comunale delle opere pubbliche, che ha riservato 100mila euro all’ex Supercinema. Non si potranno sfogliare libri antichi in versione digitale né suonare Guarneri del Gesù digitali, ma con un po’ di fortuna si potrà parcheggiare. I posti auto saranno quindici o forse venti, come preannunciato dal dirigente Marco Pagliarini in una commissione Lavori pubblici. Stamattina sul sito del Comune è apparso il progetto definitivo, con il quale l’amministrazione dice basta al disuso. Nei 756 metri quadrati, su un misto macinato di ghiaia e sabbia, saranno collocati due gazebi con qualche posto a sedere. La struttura di tubi sarà smontata, si rifarà l’intonaco e sarà rafforzato l’impianto di illuminazione pubblica, con cinque nuovi pali. Il murales ci sarà, come non mancheranno i giochi per bambini. La giunta Galimberti ha deciso di porre fine al non senso urbano che è stata in tanti anni via Goito, e in un mese i lavori potranno essere eseguiti. Nel nuovo spazio, oggi transennato e inutilizzabile, troveranno posto anche gli arredi delle attività economiche vicine. La galleria Kennedy, invece, di proprietà privata, potrà rinascere solo grazie a un progetto che per il momento ancora manca. All’interno della galleria ha aperto una pizzeria, mentre resistono due attività, dopo una serie impressionante di chiusure. Mentre la galleria lotta per acquisire una nuova identità, palazzo Aschieri rimane vincolato dalla Soprintendenza: l’idea di fare della zona di via Goito un punto d’incontro di studenti, aperto alla street art, deve fare i conti con regole restrittive. La rinascita del comparto richiede ancora pazienza.

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