Ozono, la soglia è ancora superata

CREMONA Le mappe dell’Arpa, ancora una volta, spiegano esplicitamente quale sia la situazione di Cremona e circondario. Cremona, dove la qualità dell’aria ieri è stata mediocre, nel giudizio dell’agenzia regionale per la protezione ambientale, è nella zona rossa lombarda, colpita dall’eccesso di ozono. Il Cremonese, nell’area lungo il Po sino a Pizzighettone e alle soglie di Piacenza, è in una situazione critica così come l’area a Nord di Milano e Brescia. A Cremona l’altro ieri le centraline Arpa hanno registrato la punta massima di 192 microgrammi per metro cubo, oltre la soglia d’informazione di 180, con una media di 168 nelle otto ore più calde. Ieri il dato massimo a Cremona è sceso a 176 con media di 156 su otto ore, mentre a Spinadesco è arrivato a 175, con media 155. Bisogna però risalire all’11 luglio, più di due settimane fa, per trovare un giorno, fra i dati della centralina di via Fatebenefratelli, in cui non sia stata superata la soglia di 120 microgrammi di ozono, che è il valore obiettivo da non valicare per non pregiudicare la qualità dell’aria.  L’altro ieri inoltre anche Gerre de Caprioli, Crotta d’Adda e Acquanegra hanno visto superato la soglia di 180, mentre la punta massima è stata segnata a Castelverde con 188 microgrammi di ozono per metro cubo. La soglia di 120 non dovrebbe essere superata per più di 25 giorni all’anno: la centralina di via Fatebenefratelli ha segnato un altro triste primato. Già il 25 maggio Legambiente Lombardia aveva segnalato l’ozono fuori controllo tra la Brianza e la zona di Lecco. Tra gli imputati di nuovo i motori diesel: quindi l’associazione del cigno verde chiedeva alla Regione azioni ben più risolute. L’ozono si forma spesso lontano dalla fonte inquinante, per effetto della reazione tra biossidi d’azoto, ossigeno e composti organici volatili, quando i raggi del sole sono più forti e le temperature più elevate. Il traffico e i processi industriali basati sulla combustione sono tra le cause principali. Le conseguenze sono l’irritazione agli occhi e alla gola e il precoce invecchiamento della funzione polmonare: vengono colpiti anziani, bambini e malati. Negli ultimi decenni, come nota Legambiente, non è aumentata la consapevolezza dei cittadini sui pericoli connessi all’inquinamento da ozono sul territorio lombardo, mentre le associazioni ambientaliste da anni chiedono di vietare o limitare il traffico dei veicoli a gasolio.

 

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