La favola che fece venire la sindrome di Nimby persino a Zanolli

Anacleto e la sindrome di NIMBY, triste storia di mezza estate con lieto fine ( speriamo ).

 

Anacleto, bimbo di 6 anni, come tanti altri bambini in questo periodo, frequenta assieme ai compagni un grest in un paese vicino alla sua abitazione di Crotta d’Adda, ma un pomeriggio ritorna a casa particolarmente triste ed i genitori se ne accorgono.

La sera a cena parlano con Anacleto che appare sempre più preoccupato finché riescono a capire il motivo di tale tristezza: i compagni di gioco gli hanno detto che con quelli ammalati della sindrome di NIMBY non vogliono giocare!

Mamma Celestina e papà Celeste lo prendono in braccio e gli spiegano che non si deve preoccupare perché questa sindrome non è una malattia ma è solo una sigla, come quelle che tanto vanno di moda oggi anche tra i giovani TVB ( ti voglio bene ) ecc.

Anacleto capisce il concetto ma non capisce cosa voglia dire NIMBY ! Lo vuole sapere, lui vuole tornare al grest a giocare con gli amici adesso che sa di non essere ammalato.

Tocca a mamma Celestina trovare le giuste parole per trasferire il concetto dell’acronimo al figlio ed inizia narrando che un giorno un giornalista ha usato questa sigla tratta da un detto inglese Not In My Back Yard che tradotto vuol semplicemente dire non nel mio giardino.

Anacleto è curioso e chiede alla mamma cosa questo abbia a che fare con lui che il giardino di casa non lo può più usare, per questo va al grest nel paese vicino.

Allora papà Celeste interviene ad aiutare mamma e spiega ad Anacleto tutta la storia: vedi il signore che ha scritto l’articolo sul giornale è convinto che noi cittadini di Crotta d’Adda non vogliamo aiutare gli abitanti degli altri paesi perché ci siamo opposti all’insediamento del centro di compostaggio di scarti vegetali, per questo ci ha così appellati.

Con stupore dei genitori Anacleto interviene scandalizzato, nonostante la tenera età, ha capito il concetto ed esprime così la sua interpretazione dei fatti:

“ Mamma ! Papà ! come può questo signore dire una cosa simile ! Proprio a noi e tutti i miei amici, noi che abbiamo ceduto tutto il nostro giardino per pubblica utilità! Un pezzetto è occupato dalla pupù  dei polli, un pezzo dalla pupù dei tacchini, un pezzo dalla pupù dei maiali, un pezzo dai fanghi del digestato del biogas ed il resto da quella brutta polvere grigiastra che quando si alza col vento mi fa bruciare un po’ la gola, anche se questo non ve l’ho mai detto.

Anacleto va a letto e dorme sereno quella notte, la sua famiglia ha fatto il possibile per aiutare la comunità, ma lui ha anche capito che non deve far riempire il giardino dei suoi amici del grest da così tanta immondizia come è accaduto con il suo.

Il mattino successivo Anacleto torna al grest e ne parla con gli amici.

Ora anche loro capiscono.

Ora Anacleto non è più un bambino ammalato di NIMBY !

Tutti ora decidono di aiutare Anacleto e tutti i cittadini di Crotta d’Adda.

Così nasce un bel movimento per la salvaguardia dei diritti dei cittadini di tutti i Paesi e di tutte le Province.

Buona Estate

Maria Teresa Rocchetta

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