L’amianto delle promesse elettorali è rimasto al suo posto

PIACENZA Dopo le promesse della campagna elettorale, quando tutti sembravano pronti a liberare Piacenza dall’amianto, dopo le dichiarazioni, i proclami, le strette di mano e le pacche sulle spalle, all’Ona onlus è rimasto un pugno di mosche. Ivano Bonoldi ricorda di aver presentato una denuncia per una verosimile presenza di amianto in via Farnesiana a Piacenza il 13 ottobre scorso, e dopo dieci mesi nulla si è mosso, senza nemmeno una campionatura, le autorità continuano a tacere, benché si tratti di un’area di ben 10mila metri quadrati  vicino alle abitazioni, nelle vicinanze di un asilo e in una zona trafficata. La denuncia riguardava anche il terminal dei bus. Tutto rimane al proprio posto e il Comune a quanto pare non ha nulla da dire. L’amianto è stato messo fuori legge nel secolo scorso, precisamente nel 1992, ma non rappresenta affatto un problema superato. A Piacenza dal 1996 risultano infatti 225 casi di mesotelioma, il tumore che viene associato in modo particolare con l’esposizione alla fibra killer. I dati diffusi dall’Afeva, associazione familiari e vittime dell’amianto, parlano di un calo statistico della patologia, da 4,9 malati ogni 100mila abitanti nel 2011 e nel 2012 tra gli uomini a 4,2 nel 2017, oltre a 1,2 tra le donne. I dati restano però ancora rilevanti, con circa 150 casi di mesotelioma all’anno. Reggio Emilia e Ferrara sono le province più colpite, a causa del tipo di insediamenti industriali attivi nel secolo scorso. La Regione dal canto proprio ha stanziato quest’anno altri tre milioni di euro per le bonifiche aziendali, che si aggiungono ai 29 milioni erogati negli ultimi 15 anni. In via Farnesiana 84 però nulla si muove, anche se erano stati proprio residenti e lavoratori della zona a fare segnalazioni all’Ona onlus e a chiedere un intervento, che si era concretizzato con la denuncia presentata ai carabinieri da Ivano Bonoldi assieme agli avvocati Alessandro Vezzoni e Alessandro De Nittis. Da quanto si sa, erano già stati presentati tre esposti alla magistratura piacentina per lo stesso caso.

 

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