Crotta, comitato contro le polemiche “screditanti e offensive”

CROTTA D’ADDA CR Lotta dura, da parte del comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute”, anche contro il giornale La Provincia, che insiste anche oggi, pubblicando una lettera anonima, nella propria battaglia a favore del compostaggio di sfalci verdi e in generale degli impianti più criticati dalle associazioni. Tutta l’Italia è come Crotta d’Adda, secondo l’anonimo cremonese, tenuta in ostaggio dalla sindrome di Nimby, che caratterizza coloro che sono contrari alla realizzazione di opere di pubblica utilità e positive per l’ambiente ma che rovinano il loro giardino. In Italia ci sarebbero, secondo una statistica di cui non è citata la fonte, ben 359 impianti contestati nel 2016, con un aumento del 5%. Tra questi ben 43 centrali a biomasse e 20 strutture di compostaggio. Le critiche riguardano il comparto energetico per il 56,7% dei casi di sindrome di Nimby. Una campagna stampa che, tra articoli, editoriali e lettere si ravviva all’approssimarsi della conferenza dei servizi dell’8 agosto. Il comitato di Crotta ha inviato oggi un’ennesima lettera al direttore Vittoriano Zanolli, per sostenere, con le firme di Cristina Cavalli e altre otto persone, che non c’è alcuna contrarietà verso gli impianti di compostaggio come tali. “Lo stato del territorio è più che evidente e facilmente verificabile; basterebbe spendere mezz’ora e venire a verificare di persona, prima di sprecare parole spesso screditanti e offensive”. A Crotta, il presunto giardino che verrebbe protetto dalla sindrome di Nimby, è saturo: ci sono già troppe attività inquinanti, che hanno causato il degrado dell’ambiente e la svalorizzazione del territorio. Le critiche da parte del comitato di Crotta, come anche da parte del comitato di Acquanegra rappresentato da Maria Teresa Rocchetta, sono determinate anche dal fatto che gli interventi del quotidiano locale non analizzano il progetto del compostaggio di sfalci verdi né il contesto territoriale in cui si inserirebbe, per citare invece una serie di dati statistici regionali e nazionali. Il comitato di Crotta d’Adda tenta poi di indurre l’amministrazione provinciale a riesaminare le proprie politiche di pianificazione territoriale e le singole scelte di autorizzazione degli impianti, senza una valutazione dell’impatto cumulativo su un’area vasta. La replica di Cristina Cavalli e degli altri otto firmatari sottolinea il carattere civile e democratico dei cittadini che cercano di difendere l’ambiente in cui vivono da ulteriori situazioni che ne aumenterebbero il degrado. La maggioranza degli abitanti di Crotta si è detta più volte contraria al compostaggio.

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