Crotta, l’iter autorizzativo procede, forse, inesorabilmente

 

CREMONA Un gruppo di cittadini di Crotta d’Adda, dotati di mascherina antismog, ha manifestato stamattina, con il consenso della Questura, davanti alla sede della Prefettura e dell’amministrazione provinciale, dove si svolgeva la conferenza dei servizi sul progetto di compostaggio di sfalci verdi della ditta Sovea. Stamattina l’Arpa ha dato parere positivo, mentre l’Ats ha criticato il superamento, in misura elevata, del limite olfattivo, chiedendo interventi tecnici per eliminare rischi di molestie ai residenti di Ca’ de Tocchi (Acquanegra) e Fornace (Crotta) e a tutti gli abitanti dei Comuni interessati. La ditta Sovea è risultata non proprietaria del terreno del compostaggio di sfalci verdi progettato, dunque finché non esibirà il rogito non potrà essere autorizzata. Occorrono nuove integrazioni alla documentazione presentata dalla ditta, ma il timore dei rappresentanti del comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute”, come Maria Teresa Rocchetta, è che la ditta venga accompagnata piano piano dalla pubblica amministrazione fino all’autorizzazione finale con alcune prescrizioni, poiché il complesso delle normative protegge più i diritti dell’impresa che quelli dei cittadini. Alla conferenza dei servizi hanno partecipato anche il sindaco di Acquanegra Luciano Amedeo Lanfredi e il sindaco di Grumello Fabio Scio, oltre a sindaco e vice di Crotta, Renato Gerevini e Sebastiano Baroni. La ditta Sovea si è presentata con due avvocati, quattro tecnici e un geometra. Fra i legali Marco Guerreschi. Per il Comune di Crotta c’erano anche l’avvocata Soldani e il consulente ambientale Gerevini. In corso Vittorio Emanuele II, intanto Jennifer Tresoldi teme che Crotta d’Adda non sia più vivibile e ci si debba stabilire altrove, dopo la lunga serie di autorizzazioni ricevute da attività inquinanti come gli allevamenti e il biogas.

Forti ondate di odori sgradevoli, infatti, mettono spesso in difficoltà gli abitanti, anche se Crotta si trova nel parco dell’Adda Sud ed è legata alla propria immagine di paese immerso nella natura, ormai profondamente modificata. Gli abitanti poi criticano le scarse informazioni ricevute dalle istituzioni: infatti chi ha organizzato assemblee e invitato esperti è stato il comitato. E non pochi riscoprono l’importanza del Ptcp, ovvero della pianificazione territoriale provinciale, e della Valutazione ambientale strategica collegata al piano rifiuti, che hanno dato indicazioni preziose per la tutela ambientale ma scarsamente considerate,  con la preoccupazione che i giochi siano già fatti a favore dell’impresa.

 

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