Crotta d’Adda, compostaggio verso l’archiviazione

 

 

CROTTA D’ADDA CR Un colpo di scena potrebbe porre fine alla controversa vicenda del progetto di compostaggio di sfalci verdi di Crotta d’Adda. Il Comune infatti non ha ricevuto la documentazione relativa all’impatto paesistico, che, secondo il verbale dell’ultima conferenza dei servizi, riunitasi il 14 settembre in Provincia, doveva essere inviato entro lunedì 17. La disposizione dell’amministrazione provinciale è precisa: se la ditta non rispetta i tempi l’istanza viene archiviata, e dopo un anno e mezzo non se ne fa più nulla. Il settore Ambiente e Territorio di corso Vittorio Emanuele II ha assegnato un cronoprogramma rigoroso: entro il 17 l’esame dell’impatto paesistico del progetto, poi entro il 5 ottobre la consegna della relazione tecnica adeguata alla verifica dell’uso delle migliori tecnologie disponibili, secondo le norme entrate in vigore nell’agosto di quest’anno. Se poi il Comune riterrà necessaria la relazione paesistica, la ditta Sovea dovrà farla pervenire a tutti i componenti della conferenza dei servizi – Ats, Arpa e Provincia – entro il 5 ottobre, in vista della riunione del 5 novembre. A questo punto, però, in assenza del documento, il 5 novembre l’amministrazione provinciale, cui spetta in ogni caso l’ultima parola, potrà decidere di archiviare la pratica dell’impianto tanto criticato dalla maggioranza dei residenti di Crotta d’Adda e del comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute”, oltre che dal comitato Orizzonte libero di Acquanegra. Anche da parte del Comune di Crotta, del sindaco Renato Gerevini, della giunta e di tutto il consiglio comunale, il parere è stato negativo, per il complesso delle attività inquinanti presenti sul territorio. Il progetto è stato contestato con una diffida dal comitato, per gli odori, superiori alla soglia per ammissione della ditta, ma anche per la viabilità, le polveri e la gestione delle acque. La società Sovea, nell’ultima conferenza dei servizi, inoltre non ha presentato l’atto di proprietà dell’area su cui intende costruire. Numerose associazioni di Cremona e territorio hanno sostenuto la battaglia dei comitati di Crotta e Acquanegra.

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