Cava di Grumello, al Tar vince il Comune

GRUMELLO CREMONESE Continua il braccio di ferro tra il Comune di Grumello Cremonese e la storica società Cava di Grumello, ancora sotto sequestro, che si è opposta con ricorso al Tar all’ordinanza del sindaco Fabio Scio, sostenuto anche dalla minoranza di Mara Gandini. Il primo cittadino ha disposto la messa in sicurezza, lo sgombero e lo smaltimento dei rifiuti, con ripristino dello stato dei luoghi e indagini ambientali, in modo da consentire le operazioni di bonifica, a cura dell’amministrazione provinciale. Il tribunale amministrativo di Brescia, nella propria ordinanza del 5 settembre, ha stabilito che il Comune di Grumello avrebbe dovuto consegnare entro due settimane, con scadenza 22 settembre, una relazione che spiegasse i fatti e le decisioni dell’amministrazione, negando però alla società Cava di Grumello, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Giavazzi, la sospensiva. E il Comune ha inviato il documento nei tempi previsti, dando poi informazione ai cittadini nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il 29 settembre. La rimozione dunque viene disposta dal municipio in modo che l’ente Provincia faccia la bonifica. Questione complessa, perché la cava è sequestrata dal sostituto procuratore cremonese Ignazio Francesco Abbadessa nell’ottobre 2017. Come scoperto dai Noe, era stata realizzata una discarica abusiva di rifiuti di circa 198mila metri cubi, dov’erano stati interrati laterizi, blocchi di calcestruzzo, tondini di ferro, materiale bituminoso, tubi in Pvc e scorie di fonderia, tombati e compattati nel sottosuolo in località cascina Angiolina, a poche centinaia di metri dalle case di Grumello, oltre che di Roggione di Pizzighettone. Il Comune di Grumello ha stabilito che l’area è verde a recupero agricolo, non produttiva e industriale, e quindi il ripristino dei luoghi deve produrre adeguati valori ambientali. Il provvedimento comunale dunque rende più complesse le operazioni di bonifica, cui potrebbe sommarsi il tempo necessario al processo penale, dove pure il Comune si è costituito parte civile. Così la proposta di discarica con impianto di smaltimento rifiuti, presentata da un’industria cremonese accanto alla Cava, potrebbe scadere. La Via positiva ottenuta tre anni fa, infatti, ha valore per cinque anni.

Alla fine, come ha deciso il Tar nella camera di consiglio dell’altro ieri, 3 ottobre, l’istanza di sospensiva chiesta dalla Cava di Grumello è stata respinta e i giudici amministrativi hanno riconosciuto al Comune il diritto di emettere atti a tutela dell’ambiente, malgrado la competenza concorrente dell’amministrazione provinciale.

 

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