Paura dopo la nube nera: “Nulla di anomalo” nell’aria per l’Arpa

CREMONA E’ stata un’ora di paura per i cremonesi, che dalle sei della sera di ieri hanno visto un rogo incendiare la piattaforma della differenziata di Linea Gestioni in via San Rocco, nell’area della plastica, a poche decine di metri dall’inceneritore e dalla centrale elettrica a biomasse. Si è alzata dalle fiamme una nuvola di fumo nero, che si formava in periferia e si rendeva subito visibile, in modo impressionante, sia dall’autostrada, non lontano quindi da via San Rocco, che dall’altra parte della città, spaventando gli abitanti anche per l’odore acre e insopportabile. Il timore che si è subito diffuso sui social network è quello della presenza di una nube tossica e di una quantità eccessiva di diossina diffusa nell’aria di Cremona. Una pattuglia dei vigili urbani, comunque, notava l’incendio sin dalle prime fiamme e avvisava i vigili del fuoco, che un’ora avevano già spento il rogo, mentre l’amministrazione comunale seguiva gli eventi. Stamattina la piattaforma della differenziata riprendeva a funzionare, e nel reparto della plastica era già attivo un operaio con un manovratore, mentre gli utenti potevano entrare per consegnare i rifiuti da riciclare. I tecnici dell’Arpa, sulla base di quanto hanno riferito i vigili del fuoco, decidevano di non recarsi sul posto con strumenti specifici d’analisi della qualità dell’aria, come i campionatori ad alto volume utilizzati a Milano, alla Bovisasca, per minurare la quantità di diossina nei tre giorni di durata dell’incendio. A Cremona è stato sufficiente considerare i dati delle centraline, ritenuti tutt’altro che preoccupanti. Il comunicato di stamattina dichiara che non vi è “nulla di anomalo” nell’aria di Cremona, anche se le polveri sottili pm 10 sono aumentate proprio in piazza Cadorna, dove si trova la centralina più vicina, con 68 mg di polveri pm10 e 40 di pm 2,5, mentre a Spinadesco i dati sono ancora più alti, 73 di pm10 e 49 di pm 2,5, a Soresina 60 e a Crema 68. Si tratta di valori in linea con l’andamento stagionale, come ha precisato l’Arpa, che nulla hanno a che vedere con l’incendio. Non è stato il caso di misurare i valori della diossina. A Milano, nei giorni scorsi, dove sono stati usati i campionatori ad alto volume, la diossina dopo il primo giorno è arrivata a 0,50 picogrammi, a 1,48 il secondo giorno e 0,67 nel terzo giorno. Il consigliere regionale Matteo Piloni ha chiesto stamattina all’Arpa e alla Regione di rendere nota tutta la documentazione sull’incendio, mentre Marco Degli Angeli, dei 5 stelle, ha sottolineato i pericoli cui sono stati esposti i cittadini lombardi, vista la serie di incendi deflagrati in discariche abusive. Le cause del rogo sono al vaglio della Questura, che si avvale della polizia scientifica. I vigili urbani hanno constatato ieri che la recinzione della piattaforma non è stata violata, ma l’ipotesi del dolo rimane aperta, considerate le liti che si sono verificate fra i frequentatori di via San Rocco.

 

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