Arvedi, inizia lo studio epidemiologico

 

 

 

 

CREMONA Dopo l’esecuzione del piano di risanamento acustico decretato dall’amministrazione provinciale il rumore di fondo dell’acciaieria Arvedi risulta addirittura aumentato, mentre alcuni rumori sono stati attutiti. Gli uffici comunali di Cremona e di Spinadesco, oltre a quelli dell’Arpa e di altri enti e organi di controllo, sono ancora tempestati dalle segnalazioni dei residenti e la commissione comunale Osservatorio Arvedi si è dovuta di nuovo riunire il 29 ottobre, convocato dall’assessore Alessia Manfredini, per fare il punto, a quasi un anno e mezzo dall’ultima convocazione, che risale alla primavera dell’anno scorso. Le attività del gruppo Arvedi, che consiste anche del tubificio e della zincheria, si sono ampliate e trasformate, al punto che risulta difficile definire regole e accordi tempestivi fra pubblica amministrazione e industria siderurgica. Si moltiplicano poi i rumori che arrivano dalle varie altre attività dell’area industriale. E’ il vento a trasportare gli effetti acustici, a seconda della direzione, verso Cavatigozzi o Spinadesco, sollevando al di sopra dell’acciaieria la polvere rossa depositata sui rottami. Durante la riunione tenuta in sala Quadri, a palazzo comunale, l’Arpa ha poi fatto notare che alcune prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale non sono state rispettate, ma riguardano solamente i tempi di comunicazione di alcuni documenti, senza che per questo ci siano stati effetti inquinanti negativi. Dopo i continui superamenti della soglia dell’acido cloridrico, che viene riversato con lo scarico nella roggia Malazzina, l’Arpa propone di aggiungere un nuovo dato al monitoraggio, per indicare la quantità dei sali non inquinanti, che farebbero crescere il valore senza comportare impatti negativi. E’ in arrivo intanto una sanzione all’acciaieria per questo discusso motivo. L’Ats da parte propria presenterà prossimamente lo studio epidemiologico sulla zona dell’acciaieria Arvedi: fra alcuni mesi potranno essere pubblicati i primi dati. L’Arpa ha concluso da poco l’ispezione ordinaria, durata alcuni mesi, e ne eseguirà una straordinaria, per le segnalazioni dell’ondata di odore avvertita a Spinadesco l’8 ottobre, di cui, durante la riunione, ha parlato il sindaco Roberto Lazzari.

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