L’implacabile destino

CREMONA Dati ancora elevati per l’evasione dei tributi locali riscontrata dall’ufficio entrate del Comune. L’importo complessivo arriva a ben 4 milioni e 497mila euro, secondo l’accertamento eseguito dal dirigente dell’unità di staff Economico-finanziaria e fiscalità Mario Vescovi, aggiornato alla data del 10 dicembre e pubblicato oggi sul sito dell’amministrazione. Sono somme tutte quante esigibili da persone o imprese già individuate, sulla base degli avvisi di accertamento emessi quest’anno per il pagamento delle imposte locali: Tari, Tarsu, Imu e Tasi. Il settore rifiuti potrà incassare 903mila euro, gli altri 4 milioni e 43mila, sempre che vengano introitati dall’agenzia di riscossione, entreranno nei conti della fiscalità. L’imposta più evasa è ancora una volta l’Imu, con un ammanco da 3 milioni e 930mila euro, per cui sono stati emessi 3.656 avvisi di pagamento. Le cause sono molteplici: si cambia casa o sede, l’attività chiude o si trasferisce e l’Imu non viene pagata. I costi ricadono quindi sul bilancio del Comune, che deve coprirli, quando il pagamento si fa impossibile, con il fondo crediti di dubbia esigibilità composto con soldi pubblici. La Tari non pagata, quindi, ha un costo di 851mila euro, con 1.562 avvisi, la vecchia Tarsu invece vale solo 51mila euro per la riscossione, e la Tasi, con i suoi piccoli numeri, registra un ammanco di 113mila euro e 473 avvisi inviati ai contribuenti non in regola.

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