Brindisi sotto le polveri sottili

Il Pirellone non si smentisce mai: da vent’anni non contrasta come si deve le polveri sottili e continua ancora sulla pessima strada. Le altre Regioni della pianura padana si uniscono a Fontana nella richiesta di aiuto rivolta al governo, per dire che in questa conca circondata dalle montagne non sarebbe nemmeno possibile rispettare le mosce norme europee sulla qualità dell’aria.

CREMONA A San Silvestro la qualità dell’aria di Cremona rimane “molto scarsa” per l’Arpa, al punto che la centralina di via Fatebenefratelli vede il dato delle polveri pm10 2,5 raggiungere quasi le pm10, arrivate ieri a una media di 73 microgrammi per metro cubo. Sono polveri cancerogene per l’Oms, eppure la pubblica amministrazione da vent’anni non prende provvedimenti efficaci, tranne l’ennesimo blocco del traffico che potrebbe inaugurare il 2019. In piazza Cadorna il dato è poco più alto, 74, a Spinadesco è 61, a Soresina 74 e a Crema 76. E’ il quarto giorno consecutivo di superamento della soglia d’allerta. Sia per domani che per mercoledì il clima non cambierà, se non per la gelata di domani mattina, ma non sono previste precipitazioni né venti se non deboli, quindi le sostanze inquinanti potrebbero non essere disperse. La Regione in dicembre si è limitata a mettere a disposizione la nuova applicazione dell’Arpa, che pubblica i dati anche sugli smartphone, come si nota dai numerosi post e commenti dei cremonesi che da anni hanno dimostrato interesse e preoccupazione. Il Comune aderisce al protocollo regionale, che limita il traffico, il riscaldamento e impone altri divieti, ma nulla cambia. Cremona nel 2019, anno di elezioni amministrative comunali, che si svolgeranno probabilmente il 26 maggio assieme alle europee, potrebbe quindi mantenere le proprie caratteristiche, con una cattiva qualità dell’aria che si accompagna alla mancanza di decisioni della pubblica amministrazione. Il 2018 conferma la tendenza all’aumento delle nascite, già verificatasi nel 2017. L’Ospedale Maggiore ha visto nascere quest’anno 1.255 bambini in tutto, il 4% in più, mentre i neonati cremonesi nel 2017 sono stati 525, cioè 47 in più. Il dato prevalente, però è di gran lunga quello dell’indice di vecchiaia, tra i più alti della Lombardia e d’Italia, in una città che negli ultimi decenni si è trasformata relativamente poco.

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