Polveri e tumori, effetto Arvedi sotto studio

http://www.telecolor.net/2019/01/cremona-polveri-tumori-effetto-arvedi-studio/

CROTTA D’ADDA CR Sono apparse di nuovo le lenzuola bianche a Crotta d’Adda, in località Fornace, per testimoniare lo stato d’inquinamento dell’aria, che non potrà che peggiorare se il compostaggio di sfalci verdi, con il suo traffico di mezzi pesanti, sarà autorizzato lunedì nella sede dell’amministrazione provinciale. La paura e il bisogno di conoscere meglio la reale situazione ambientale aumentano a Crotta d’Adda e nel territorio cremonese, da quando il direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ats ha iniziato a diffondere i risultati della sua analisi statistica sull’incidenza delle malattie tumorali. Ieri la sua audizione in commissione regionale Sanità, richiesta dal M5S, ha sottolineato la pressione ambientale cui è sottoposto il territorio a causa delle aziende manifatturiere, in particolare l’acciaieria Arvedi, per l’emissione di polveri sottili che si caricano di micro-inquinanti. L’area di ricaduta delle emissioni comprende infatti Sesto, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli e Crotta d’Adda. A Cremona il cancro colpisce più in città e nei paesi limitrofi che nel resto della provincia: il tumore al polmone segna il 7% in più, le leucemie fanno + 23% in città e +81% nei Comuni vicini, i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie segnano +14% in città e +33% nei paesi limitrofi. L’Ats svolge lo studio epidemiologico per fare chiarezza quanto possibile, e il consigliere del M5S Marco Degli Angeli da parte propria ha augurato che ci sia una stretta collaborazione tra ente sanitario, l’Ats, e l’ente ambientale, Arpa, così come tra le direzioni regionali Welfare e Ambiente, notando poi la difficile situazione di Crotta d’Adda, esposta a diversi allevamenti, a un biogas e alle attività dell’acciaieria Arvedi, fra cui una grande discarica di inerti. Il caso di Crotta d’Adda, dove la partecipazione popolare è stata particolarmente elevata, è seguito con attenzione dalle associazioni cremonesi, nella speranza che le istituzioni locali, Provincia e Comuni, a partire da Cremona, rispondano alla richiesta di tutela della salute e dell’ambiente.

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