Regole non rispettate, diffidata l’Arvedi

CREMONA L’acciaieria Arvedi ha ricevuto una nuova diffida, la settima dal 2012, da parte delll’amministrazione provinciale. Nel decreto 61 firmato l’altro ieri, il dirigente Roberto Zanoni riunisce in un’unica diffida, che riguarda le aree sud, tre comunicazioni ricevute dal dipartimento dell’Arpa di Bergamo e Cremona nel mese di novembre 2018, con le quali l’agenzia regionale informava degli esiti delle ispezioni straordinarie compiute nei giorni 8 e 31 ottobre e dell’ispezione ordinaria del 18 maggio. Sono 14 in tutto i fatti negativi accertati, che risultano come mancate osservanze delle prescrizioni ambientali, indicate nell’ultima autorizzazione integrata del maggio 2017. L’Arpa non ha ricevuto la rendicontazione della manutenzione dei silos di stoccaggio e dei filtri a secco delle postazioni di demolizione dei materiali refrattari. I refrattari sono i materiali che resistono a lungo alle temperature elevate senza reagire chimicamente. Ci sono state irregolarità nella gestione delle scorie bianche e nere, destinate le prime alla discarica di Crotta d’Adda e le seconde al deposito di via Riglio, vista la dispersione di polveri non bagnate causata dal passaggio dei mezzi. Nel parco rottami è stata accertata la dispersione di polveri rossastre. L’acciaieria inoltre non ha dimostrato l’efficienza dei filtri di una decina di punti di sfiato. Ancora, l’azienda siderurgica ha  affidato la campagna di monitoraggio degli odori a una società incaricata, ma oltre la scadenza prevista. L’Arpa lamenta la mancata trasmissione di vari dati, comprese le relazioni semestrali che riassumono le comunicazioni effettuati dei superamenti, guasti e anomalie, e anche la postazione di essicazione delle siviere ha creato problemi, per la temperatura inferiore al previsto. Fuori norma pure l’acido cloridrico, rispetto a una norma che il dipartimento Arpa vorrebbe aggiornare. Sono problemi ben noti agli abitanti della zona, che hanno inviato nello stesso periodo delle visite ispettive diverse segnalazioni ai Comuni di Cremona e di Spinadesco, soprattutto per i rumori e gli odori. Ora l’acciaieria, che ha inviato osservazioni il 27 dicembre, dovrà mettersi in regola entro 30 o 90 giorni, a seconda dei casi. Il sindaco Gianluca Galimberti ha sempre affermato che l’amministrazione cremonese “non vuole perdere nemmeno un posto di lavoro”. E vista la frequenze delle diffide, che ripresentano spesso i medesimi problemi di inquinamento, appaiono inevitabili, per le istituzioni cremonesi, le domande sull’alternativa tra lavoro e salute.

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