Cavatigozzi, stop alla muraglia di scorie

 

 

CREMONA Un terrapieno alto fra i 12 e i 15 metri, con una base larga fra gli 8 e i 10 metri, da riempire con le scorie dell’acciaieria Arvedi, rese inerti e utilizzabili secondo i protocolli di legge. Di fatto una vera e propria muraglia da collocare tra Cavatigozzi e l’acciaieria, nel tratto che va dalla rotatoria di via Milano fino a via Acquaviva, al confine tra l’industria siderurgica e l’oleificio Zucchi. E’ la proposta rivolta dal sindaco Gianluca Galimberti ai rappresentanti del comitato di quartiere durante la riunione di mercoledì 20 nella sede presso la scuola materna. E’ lo stesso terrapieno di cui due assessori della giunta Perri avevano parlato al comitato in una riunione dell’agosto 2013, e anche allora Luigi Frigoli aveva dichiarato totale contrarietà, perché sarebbe una discarica edificata a pochi metri dalle abitazioni, con il pretesto di riciclare le scorie: il comitato di Cavatigozzi non accetta per nulla, e durante l’incontro con il sindaco Galimberti, cui hanno partecipato alcuni dirigenti e l’assessore Alessia Manfredini, ha ribadito che il rimedio non sarebbe efficace, perché buona parte del paese non sarebbe protetta dal rumore, e l’effetto paesaggistico sarebbe insopportabile. Nel colloquio dell’agosto 2013 gli assessori Federico Fasani e Francesco Bordi avevano a loro volta finito per accantonare l’iniziativa: Bordi ha confermato in questi giorni d’essere stato favorevole in linea di massima. Sopra il terrapieno, chiamento anche “collinetta” o “collinette”, il Comune voleva collocare del verde, alberi e vegetali, realizzando anche un percorso vita per i disabili. Galimberti ha ripreso quest’idea, sostenuta dall’acciaieria, mostrando sulle mappe la posizione in cui si sarebbe trovato il terrapieno. Gli uffici, tuttavia, non hanno lavorato al progetto, per il quale non esiste alcuna dichiarazione di fattibilità. A una richiesta di chiarimenti sulla sua personale adesione al progetto, Galimberti ha risposto “smentisco categoricamente”. Rimane comunque una registrazione audio.

Galimberti ha poi aggiunto che l’acciaieria è disposta a formare un fondo per dotare le case più vicine, che ancora ne sono prive, di doppi vetri e serramenti adatti, oltre a finanziare altre opere, per migliorare l’accesso alla chiesa della frazione Cavatigozzi. Il comitato ha insistito perché il problema del rumore venisse risolto alla fonte, riducendo i decibel emessi dagli impianti dell’area industriale, dato che il piano di risanamento acustico, dedicato alle aree Nord del gruppo siderurgico, non ha dato gli effetti sperati.



 

 

 

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