Consumo di suolo e saldi di fine amministrazione in via Sesto

CREMONA Le aste pubbliche dei beni immobili, pubblici o privati che siano, da eccezione, come dovrebbero essere, stanno assurgendo a fattore di trasformazione del territorio, che corre quindi il rischio di sfuggire al controllo della pianificazione comunale. Basta scorrere l’elenco degli edifici messi all’incanto dall’istituto vendite giudiziarie di per provare un brivido, visto il gran numero di edifici ancora seminuovi eppure sequestrati per il fallimento dell’impresa edile. Il ricavato dell’asta servirà a pagare i creditori ancora non soddisfatti. L’anno scorso il Comune ha inserito nel piano delle alienazioni l’area oggi verde di via Sesto (6.800 metri quadrati), all’angolo con via Degli Artigiani, che doveva essere di servizio, e la variante al Pgt ha previsto la possibilità di inserirla nel comparto artigianale. C’è già una proposta d’acquisto di poco meno di 300mila euro. L’avviso municipale del settore Patrimonio spiega che si possono presentare altre offerte entro il 19 giugno. Non lontano, è stato da poco realizzato il parcheggio di un centro commerciale in continua espansione. Fra via Giordano e via Lungastretta tornerà all’asta il 22 maggio uno dei lotti di un immobile dismesso da una ventina d’anni, in parte pericolante e ancora coperto con eternit. Le lamentele dei residenti della zona riguardano gli insetti, l’immondizia che viene buttata dai passanti all’interno del cortile del fabbricato tutt’ora sotto sequestro giudiziario. In uno dei garage aveva trovato sistemazione un senzatetto, che dopo il clamore delle ultime notizie ha preferito non farsi più vedere. Il lotto all’asta a fine maggio, con operazioni di vendita a cura del notaio Marco Gianluppi, riguarda una ventina di appartamenti, per un valore di base di 270mila euro. Anche in questo caso, come in tanti altri, gli istituti di credito potranno fare la parte del leone, dopo aver prestato denaro mai restituito. I progetti, per riutilizzare gli edifici costruiti e mai venduti, in seguito a una bolla speculativa di notevoli proporzioni, sono destinati a modificare pesantemente il paesaggio urbano. Chi invoca una soluzione politica, vista la bolla speculativa e l’imponente consumo di suolo che si è verificato a Cremona, e che ancora continua, non viene ascoltato.

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