Parla Salvini, strappato di mano lo striscione “Ama il prossimo tuo”

CREMONA Lunedì sera, 3 giugno 2019, il ministro dell’interno Matteo Salvini tiene un comizio in piazza Roma. Mentre parla, un giovane brandisce una sciarpa sulla quale si legge chiaramente “Ama il prossimo tuo”. E’ un gesto silenzioso ma evidente, immortalato da una fotografia, che 24 ore dopo è stata pubblicata dal sito welfarenetwork . Un gesto che vale un chiaro, pubblico segno di dissenso nei confronti delle scelte del ministro e del suo partito, la Lega. Si tratta di una citazione dei Vangeli che in sé non ha nulla di ostile né di aggressivo. Nella foto assistiamo a un monito silente: “Ama il prossimo tuo” un imperativo che non si traduce in alcuna coazione. Non ci sono minacce in nome di questo comandamento evangelico, eppure alcuni uomini si avvicinano al ragazzo che brandisce il piccolo striscione, delle dimensioni di una sciarpa, e glielo portano via a viva forza, tanto più che i primi fotogrammi mostrano un pugno che sembra arrivare sulla nuca. Questo video non è l’unico: ne esiste un secondo. Entrambi i documenti sono stati consegnati alle forze dell’ordine: la Questura e la Polizia locale stanno analizzando quanto accaduto. Da quanto si sa, non sono state presentate denunce. I diretti interessati, ovvero il giovane che brandiva il piccolo striscione e due suoi amici, hanno evitato di parlare pubblicamente dell’episodio, né hanno reso noti i loro nomi. L’accaduto, da quanto filtrato, è a conoscenza del sindaco Gianluca Galimberti, che sinora ha preferito non parlarne. Nessuna testata ha dato notizia della protesta cristiana e del piccolo striscione strappato di mano, con un atto che ricorda altri striscioni di protesta, tolti negli ultimi tempi delle forze dell’ordine, in occasione di diversi comizi tenuti dallo stesso Salvini. Almeno uno dei due video, però, circola su Facebook. Se ne può trarre una conclusione: il comandamento dell’amore del prossimo non è gradito dai sostenitori del ministro Salvini, anzi è considerato ostile e pericoloso. Salvini dal palco, notando che qualcosa sta accadendo, parla di proteste comuniste e di bandiere rosse e svia l’attenzione. Il giorno dopo, quando la notizia inizia a diffondersi, fra i cittadini crescono anche la paura, la meraviglia e l’indignazione. Lo stesso ministro che ha preteso, in un recente comizio a Milano, di affidare l’Italia al cuore immacolato di Maria, ha dei sostenitori che trattano in malo modo chi rilancia il comandamento del figlio di Maria. Comandamento dal quale si è liberi di dissentire, che si può interpretare o anche non rispettare in nome di una scelta politica o morale diversa. Non si può accettare però che chi protesta in modo educato, silenzioso, in nome di una scelta etica come l’amore del prossimo (principio per me giusto), subisca un trattamento intollerante e violento, e nemmeno trovo corretto che non se ne dia notizia. La sicurezza che propone la Lega, ancora una volta, a mio giudizio, ha assunto un carattere violento.

Dopo 12’53”, nel video della diretta Facebook del comizio, Matteo Salvini afferma: “Lasciatelo da solo, poverino, dai. Un applauso a un comunista che c’è, perché se non c’è un comunista ai giardinetti noi non ci divertiamo! E mi fanno simpatia, quelli che ancora nel 2019 vanno in giro con la bandiera rossa, la falce e il martello”
https://youtu.be/rclQws6FsgA

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