Treni in ritardo per direttiva aziendale

CREMONA Anche stamattina, come ieri, in un luglio nero, pieno di disservizi e disagi, i ritardi e le cancellazioni dei treni perseguitano i pendolari delle linee cremonesi. Il paradosso è i ritardi accumulati già prima della partenza da Cremona dipendono da una direttiva aziendale di Trenord. Lo segnalano i sindacati ormai da giorni, come fa sapere in una lettera aperta rivolta ai vertici di Trenord Attilia Cantarelli, sindacalista cremonese che lavora al Caaf Cgil di Brescia. Da ieri infatti, una direttiva aziendale obbliga i dipendenti di Trenord a compiere un tragitto obbligatorio dal deposito delle locomotive di via San Francesco d’Assisi alla stazione, percorrendo via Filzi, il sottopasso ciclopedonale, per sbucare in porta Milano e poi arrivare alla stazione. In questo modo i ferrovieri devono camminare per circa un chilometro, compiendo un tragitto in sicurezza che però richiede almeno dieci minuti. Precedentemente arrivavano dal deposito alla stazione lungo un percorso interno, loro riservato, su una passerella di 80 metri. Attualmente sono in corso lavori di ristrutturazione del sottopassaggio del terzo binario, che per motivi di sicurezza non può essere utilizzato. I sindacati stanno protestando perché la direttiva è inutile e causa gravi disservizi a migliaia di persone. La passerella interna, usata da più di un secolo dai ferrovieri senza mai che si verificasse alcun infortunio, poteva essere messa in sicurezza e utilizzata, evitando disagi ai passeggeri. Così non è stato, e le proteste per i ritardi infuriano. Il sindaco Gianluca Galimberti da parte propria protesta per il “limite inaccettabile” raggiunto dai disservizi sui trasporti ferroviari, e chiede un incontro al presidente della Regione Attilio Fontana e all’assessore Claudia Maria Terzi. Galimberti aggiunge che gli avvisi ai passeggeri spesso risultano falsi o incompleti, e che in diversi giorni di giugno, sotto il solleone e l’afa, non ha funzionato nemmeno l’aria condizionata. Non mancano continue critiche verso lo stesso Galimberti, da parte delle associazioni, perché il Comune di Cremona non ha mai rinunciato a chiedere alla Regione l’autostrada, dimostrando di seguire una strategia poco chiara.

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