Raddoppio Arvedi, dies irae al Consiglio di Stato

CREMONA La guerra legale fra otto cittadini della zona di Cavatigozzi e Spinadesco, sostenuti dal Coordinamento dei comitati ambientalisti Lombardia, rappresentato da Ezio Corradi, celebrerà un nuovo capitolo davanti al Consiglio di Stato, dov’è già in calendario l’udienza dell’8 ottobre. Torna in questione la serie di autorizzazioni e di permessi che l’acciaieria Arvedi ha ricevuto dalla Regione e dagli enti locali sin dal 2006, cioè da quando il dirigente regionale della struttura Prevenzione dell’inquinamento atmosferico ha escluso la necessità della Valutazione d’impatto ambientale. In questo modo l’iter autorizzativo del raddoppio dell’industria siderurgica di via Acquaviva è stato facilitato. Un anno dopo il Comune di Spinadesco, così come lo Sportello unico per le imprese di Pizzighettone, ha autorizzato un piano urbanistico attuativo che prevedeva i nuovi impianti, dunque con la zincheria, il nuovo forno di fusione dei rottami metallici, due forni per le ferroleghe e il laminatoio. Per effetto del raddoppio, l’acciaieria ha aumentato la produzione da 900mila a 2 milioni e 400mila tonnellate l’anno di acciaio, con attività continua 24 ore su 24. La Regione aveva sostenuto che, grazie agli impianti e alle tecniche utilizzate, l’inquinamento sarebbe diminuito; cittadini e ambientalisti si sono opposti. Il Tar di Brescia, con la sentenza numero 398 del 2011, dava ragione agli enti locali e torto agli otto cittadini, i quali, sempre assieme al Coordinamento dei comitati ambientalisti, rappresentati dall’avvocato Daniele Granara, si sono rivolti al Consiglio di Stato. A distanza di anni,  il procedimento ha rischiato l’estinzione, evitandola grazie a una nuova richiesta di fissazione della data dell’udienza. Così, si ricompone lo schieramento di allora: un gruppo di residenti e il Coordinamento dei comitati da una parte, e dall’altra le istituzioni, ovvero l’ente Provincia e il Comune di Spinadesco in prima battuta, e in seconda battuta anche il Comune di Cremona, l’Ats, l’Arpa e le istituzioni coinvolte, oltre all’industria siderurgica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...