tra febbre e psicosi

CREMONA In pochi giorni sono diventati 39 i casi di coronavirus sul territorio provinciale, otto in più rispetto al dato di ieri, ma potrebbero aumentare in serata, dato il numero di verifiche in corso. Confinante con la zona rossa lodigiana, la provincia di Cremona è la seconda più colpita. La paura è tanta, anche eccessiva. Parte della popolazione si è chiusa in casa dopo aver fatto la scorta al supermercato, e non intende uscire per qualche giorno nemmeno con il cane, a sua volta in isolamento. Nei supermercati si vedono persone con la mascherina, che ammettono di non avere alcun sintomo. C’è chi fa provvista di alcol e, parlando con i vicini di casa, dice di mescolare l’alcol allo sciampo per maggiore igiene. In città si vedono chiusi negozi che erano sempre aperti. E non tutti capiscono perché alcuni piccoli bar possono contenere 15 persone fino alle 17,45, per poi chiudere alle 18, per precauzione, come se il virus non potesse essere trasmesso prima. Sono deserti, come appare da un video di Elia Sciacca, luoghi solitamente frequentati, come il cimitero di via dei Cipressi, dove molti cittadini tradizionalmente vanno a pregare sulla tomba dei loro cari. Intanto qualcuno cerca di vendere a Cremona a prezzo esorbitante, 110 euro, una mascherina FFP3, come risulta da un annuncio pubblicato su Facebook. Ci sono disagi e situazioni imbarazzanti, come quella della mamma che porta la figlia malata di tosse dalla pediatra e sulle prime non la fanno entrare in ambulatorio, spaventati da un possibile contagio. Un’altra giovane mamma ha segnalato che la figlia di sei anni stanotte aveva la febbre alta, con tosse e raffreddore, ma dopo aver telefonato al numero verde e al 112 è stata solamente messa in lista. La febbre poi è scesa e risalita due ore dopo, ma continua l’attesa di una chiamata dal 118 entro sera. Soresina è tra i Comuni più colpiti, con cinque casi, tre sono a Pizzighettone e a Sesto e Uniti. A Cremona un contagiato, il primo. Nessuno di questi è in pericolo di vita. E a vigilare sulla chiusura della zona rossa, a Pizzighettone, c’è l’esercito, perché alcuni avevano cercato di varcare il limite sanitario. 

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