Il comitato Verità e giustizia chiede al Comune di Crema un’operazione trasparenza sulla FBC

Obiettivo puntato sulla Fondazione Benefattori Cremaschi

Abbiamo appreso dalla stampa locale, della decisione della Commissione Consiliare Bilancio del Comune di Crema, di erogare un contributo di ben 50.000 euro a sostegno della Fondazione Benefattori Cremaschi – Onlus per il pagamento della prima rata dell’IMU. Siamo rimasti sconcertati, in considerazione delle risposte negative date dalla FBC ai Sindaci dei Comuni di Pianengo e Torlino Vimercati rispetto alle richieste di un rapporto informativo su quanto accaduto nelle strutture socio-sanitarie della Fondazione. Secondo la Fondazione “non esiste alcuna ragione di fatto né di diritto per cui si debba aderire alla richiesta”; “In particolare è bene chiarire che la Fondazione Benefattori Cremaschi – Onlus è dotata di personalità giuridica di diritto privato, di piena capacità e piena autonomia statutaria, organizzativa, economica e gestionale”, così scrivono la Presidente Bianca Baruelli e il Direttore Generale Gian Paolo Foina. Tutti e due volutamente fingono di non conoscere la legislazione italiana e comunitaria e la giurisprudenza consolidata, che estendono l’ambito di applicazione del diritto di accesso, oltre che alla pubblica amministrazione, ai gestori di pubblici servizi e la Fondazione è un gestore di pubblico servizio, percependo i contributi pubblici per l’IDR, per l’hospice e per i contributi regionali a favore degli ospiti della RSA. Giova ricordare che nel concetto di pubblica amministrazione, tenuta a concedere l’accesso ai documenti, sono compresi tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato, limitatamente alla loro attività di pubblico interesse (TAR Sardegna, Cagliari, Sez. II 28.03.2013,n°255; TAR Puglia, Lecce, Sez.II, 5.10.2012, n°1641). Riteniamo inaccettabile e da stigmatizzare il comportamento della FBC che nega ad amministratori pubblici il diritto alle informazioni, nega il ruolo del Comune di Crema, riducendolo esclusivamente alla nomina del Consiglio di Amministrazione, senza alcuna funzione di rappresentanza, ma poi batte cassa al Comune per le difficoltà economiche in cui la Fondazione si trova ad operare. Questo è il risultato della privatizzazione di una istituzione pubblica, come erano gli Istituti di Ricovero (il Kennedy), messa nelle mani di personaggi che la gestiscono con le regole del diritto privato. Noi chiediamo al Comune di subordinare la concessione del contributo all’avvio di un’azione di trasparenza da parte della Fondazione, iniziando con il rispondere alle legittime domande dei Sindaci di due Comuni del nostro territorio, come a quelle altrettanto legittime del nostro Comitato, che intende rappresentare la dignità delle 130 persone decedute nelle strutture della Fondazione, persone che hanno diritto alla verità su quanto è accaduto e alla giustizia.

Il Comitato Verità e Giustizia per gli Ospiti della RSA Crema

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